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Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

Incontri con i Presidenti parrocchiali e i Coordinamenti foraniali
La Presidenza diocesana, per presentare il cammino assembleare che porterà l'Azione Cattolica al rinnovo delle responsabilità per il triennio 2020-2023, desidera incontrare i Presidenti Parrocchiali e i coordiamenti foraniali. Lunedì 14 ottobre, alle 20.30, ad Oderzo, nella sala sotto il campanile, sono attesi i presidenti parrocchiali e i coordinamenti foraniali di: Sacile, Mottense, Torre di Mosto, Opitergina e Pontebbana Venerdì 18 ottobre, alle 20.30, a Conegliano, nell'oratorio dell'immacola di Lourdes, sono attesi i presidenti parrocchiali e i coordinamenti foraniali di: La Vallata, Quartier del Piave, La Colonna, Conegliano, Vittorio Veneto e Pedemontana.

Lectio divina
Lunedì 21 ottobre, nella chiesa parrocchiale di Gaiarine, alle 20.30, don Andrea Dal Cin approfondirà, con una lectio divina, il tema dell'anno: "Lo avete fatto a me" (Mt 25,31-46).

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Azione Cattolica: da 150 anni
cristiani per la città dell’uomo


 
L’Italia e l’Azione cattolica hanno più o meno la stessa età (la fondazione ufficiale dell’Ac risale infatti al 1868). Sono “coscritte”, si sarebbe detto una volta. La storia associativa e quella del paese dunque si intrecciano e si alimentano. Dopo la prima fase della “distanza” dei cattolici dal processo unitario risorgimentale, per via della sottrazione del potere temporale al Papato, i cristiani hanno progressivamente contribuito – sin dalla seconda metà dell’Ottocento – a far crescere la nazione, sia sul piano identitario, culturale, morale e religioso, sia sul versante della “costruzione materiale”: basti pensare alle iniziative di formazione della gioventù (oratori, scuole, corsi professionali…), alle opere caritative e assistenziali, a quelle sportive, alle cooperative agricole, alle leghe sindacali, alle casse mutue o alle casse rurali.
Tale vivace e articolata presenza della Chiesa e dei credenti ha trovato subito nell’Azione cattolica una forza trainante: l’associazione ha contribuito a formare le nuove generazioni, a sperimentare la responsabilità verso la vita sociale e politica, a introdurre le ragazze e le donne nella vita pubblica (si pensi al grande ruolo della Gioventù femminile e di un personaggio di straordinaria modernità come Armida Barelli). L’Ac, come più grande e a lungo quasi unica associazione dei cattolici italiani, è stata poi uno dei baluardi di resistenza civile e culturale al fascismo; ha pagato un alto tributo di vite nella Resistenza e nella guerra; ha accompagnato il processo di ricostruzione post- bellica. Ancora: dall’Ac e dai suoi “rami culturali” (Fuci, Maestri cattolici, Laureati) sono usciti numerosi “padri costituenti”, parlamentari e ministri, donne e uomini che hanno portato il loro altissimo contributo a “fare l’Italia” di oggi, giungendo a pagare questo servizio con la loro stessa vita. Il solo nome di Vittorio Bachelet, il presidente nazionale del post-Concilio e della “scelta religiosa”, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1980, è emblematico del ruolo svolto dall’associazione verso la comunità nazionale.
Nel 150° dell’Unità l’Ac ha più volte confermato la volontà di proseguire tale servizio, indirizzandosi soprattutto verso due direzioni. Anzitutto la formazione delle coscienze cristiane, con l’intento di dare alla Chiesa e al Belpaese cittadini maturi, consapevoli, responsabili e pronti a mettersi a disposizione della vita economica, politica, sociale e culturale nazionale, così come richiesto ai laici cristiani secondo la loro vocazione. In secondo luogo l’Ac vorrebbe spendersi concretamente perché le comunità cristiane, presenti e ancora radicate in tutta la penisola, possano diventare dei luoghi di fermento, di animazione, di educazione per la vita cristiana tout court e, non di meno, per il bene comune, che necessita di cittadini animati da valori forti, condivisi e intenzionati a spendersi per la “città dell’uomo”.

 
di Gianni Borsa, direttore di Segno Nel Mondo, diocesi di Milano
L’Azione, 6 febbraio 2011