VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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ottobre 2011
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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

Festa Unitaria 2019 - Sapore di Sale Estate Eccezionale 2019 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

La cura dei passaggi educativi

 
Quale scuola superiore sceglierò? Cosa farò da grande? Vocazione: una parola che ti smuove dentro e che ti fa imboccare un percorso piuttosto che un’altro. Ti sei messo in cammino? Certamente questi interrogativi diventano ancora più significativi quando scandiscono dei passaggi d’età ben precisi. Un quattordicenne che ha appena iniziato la terza media, un diciottenne che lancia lo sguardo oltre l’esame di maturità, un trentenne che si ferma e si interroga sulle proprie scelte di vita. Sono passaggi educativi estremamente importanti, di cui l’Associazione è consapevole e dalla cui cura non vuole esimersi.
L’Azione Cattolica si propone come una grande famiglia e come tale ha uno sguardo amorevole verso tutti e ciascuno. È composta, vive di tre fasce d’età, ragazzi, giovani e adulti, che da sempre vogliono, sono concatenati l’uno all’altro e si propongono come cammino costante e coerente. Rinnovare e rinvigorire la cura per le ‘età di passaggio’, così preziose e allo stesso tempo così complicate, è uno degli obiettivi che l’associazione sostiene. Ecco che diventa importante far vedere ad un acierrino che dopo l’Acr il percorso continua, al giovane che la cura della propria spiritualità può proseguire negli incontri del settore adulti. Gli educatori di AC hanno ben presente quanto delicati siano queste età.
Passare da acierrino a giovanissimo è un salto notevole per un quattordicenne, che è chiamato a vivere la propria spiritualità con maggiore coscienza e responsabilità. E non è certo facile, perché è anche sollecitato a mettersi per la prima volta in gioco nelle scelte scolastiche, negli esami. Un diciottenne ha imparato a porsi in discussione da un bel po’: il percorso come giovanissimo lo ha già messo di fronte a scelte di stile di vita importanti. Ha imparato a stare sulle proprie gambe, ma ora gli viene chiesto di salire il primo gradino di una scala pensata proprio per lui. Ed un trentenne, già navigato, si potrebbe quasi dire ‘arrivato’, ma improvvisamente si sente rimesso in discussione e in lui riemergono le sensazioni provate da ragazzo, quando con voce insicura aveva scelto la scuola superiore, e poi la propria strada universitaria. Una domanda sola basta per rimettere tutto in gioc: ‘per che cosa sono stato chiamato?’.
L’Azione Cattolica vuole prendere per mano, accompagnare e sostenere ciascuno di noi, dando ad ognuno la possibilità di scoprire la propria strada per la santità, gioendo con chi la trova, pregando con chi è in ricerca, sostenendo chi è in difficoltà. Questa l’essenza dell’essere parte dell’associazione, questo l’invito a ciascun educatore: scorgere in ognuna delle persone che ci è affidata la loro potenzialità, vederne l’autenticità e l’unicità, aiutare chi ci è accanto ad esprimersi in pienezza. Questa attenzione diventa fondamentale per i quattordicenni, i diciottenni, i giovani-adulti, per quali la presenza di una persona fidata, che crede in te, può diventare il sostegno che fa la differenza. Noi ci siamo, vogliamo stare al loro fianco. Non facciamo mai mancare la nostra presenza, la nostra attenzione, costruiamo insieme a loro una relazione solida che possa durare nel tempo. Perché è questo che rende l’Azione Cattolica una famiglia speciale ed allargata.

 
di Erika Buso
L’Azione, 30 ottobre 2011

 
 

INCONTRO PRIMA FASE

Pronti a partire che adesso si va!

 
Carissimi animatori,
abbiamo il piacere di invitarvi al primo Incontro di Programmazione!
Sarà un incontro dinamico in cui verrete coinvolti in prima persona insieme ai vostri educatori alla scoperta di quelle ragioni che ci spingono verso la programmazione.
L’arte educativa non si improvvisa e insieme a voi ci teniamo a dare il meglio ai ragazzi delle nostre parrocchie in questo nuovo anno appena iniziato.
Per questo ci incontreremo in due date:
 

venerdì 28 ottobre a San Vendemiano (locali parrocchia) ore 20.30
per le foranie Quartier del Piave, La Vallata, Pedemontana, Pontebbana, Sacilese, La colonna, Conegliano
ATTENZIONE: luogo cambiato (non più Madonna delle Grazie di Conegliano come detto in precedenza)!!!

 
venerdì 4 novembre a Motta di Livenza ore 20.30
per le foranie Opitergina, Mottense, Torre di Mosto

 
Questo incontro vuole aiutarvi a lavorare bene come gruppo educatori in parrocchia, dentro quella rete di relazioni e di vissuti che è l’Azione Cattolica. Per questo vi chiediamo di partecipare tutti (responsabili, educatori di gruppo e newRed). Sono i ragazzi a chiederci il massimo impegno per poterli accompagnare nel cammino di crescita, non possiamo farci trovare impreparati su nessun fronte.
Sono state scelti due luoghi per agevolare tutte le parrocchie della diocesi ma anche due date in due settimane diverse perché, nel caso in cui non vi fosse possibile partecipare a quella prevista per la vostra forania, possiate organizzarvi per essere presenti nell’altra (previo avvertimento dei respi).
 
Certi che saprete cogliere quest’importante occasione,
vi ringraziamo di cuore e vi salutiamo,

 
di Giulia e Stefano
con don Andrea
mercoledì 26 ottobre 2011

 
 

Tempo di “passaggi”…

 
Tempo di passaggi, tempo di cambiamenti. Nell’Azione Cattolica c’è sempre molta attenzione per le “età di mezzo”, quei periodi in cui si passa da un fase all’altra della vita. Ecco, io mi trovo in una di queste, quella dei trent’anni, che significa anche passare dal settore giovani a quello degli adulti. È stato così che lo scorso anno, nella parrocchia di Fontanelle, abbiamo pensato di ricostituire un percorso di gruppo adulti, che ha aiutato me e altri che, come me, si trovano in questo passaggio.
Che dire? Si è trattato di cominciare a fare un pezzo di strada assieme a persone che fino a prima io stesso vedevo come adulte nei miei confronti, perché il gruppo va dai 30 anni agli… “anta”!! E qualcuno potrebbe essere benissimo mio padre. Tutto ciò si carica di significati positivi e nuovi, perché mi confronto con persone che hanno molta più esperienza di vita rispetto a me e, contemporaneamente, riesco a portare anche le mie osservazioni e a testimoniare la mia fede.
Sì, certo, ci sono anche difficoltà date proprio dalla grande differenza di età, ma questo è anche quello che rende tanto stimolante il gruppo. Per me e gli altri giovani adulti che ne fanno parte, è cosa nuova prendersi cura della vita di coppia che spesso è appena iniziata, o crescere i figli, o ancora farsi carico della gestione della casa; per i più “grandi” invece è qualcosa che forse fa sorridere: ma il bello della condivisione sta proprio nella capacità di ascoltarci e di scoprire nuove possibilità di crescita e, quel che davvero mi ha più sorpreso, anche nuovi spazi di fede.
Questo momento sta diventando per me uno spazio privilegiato per rileggere la mia esistenza, in cui scopro ogni giorno il c’è di più del vivere da cristiani. Non faccio nulla di straordinario, intendiamoci: ho un lavoro, una casa, ecc; ma ho imparato che essere testimoni del Vangelo nella vita di tutti i giorni significa fare tutte queste cose con un significato particolare, che è la capacità di amare attraverso le azioni quotidiane. E lo spazio, in questa situazione di crisi e di perdita dei valori, c’è eccome: c’è dal punto di vista dell’impegno politico e sociale, da quello dei temi di bioetica, c’è nelle domande di senso che sempre si accompagnano alla nostra vita.
È con questa consapevolezza che spero di diventare un uomo e un cristiano migliore. E allora, siamo di nuovo qui: quest’anno riprendiamo il cammino buono iniziato lo scorso anno, pronti ad accogliere chiunque voglia mettersi in strada con noi.

 
di Manuel Faccin
26 ottobre 2011

 
 

Aderire è prendersi cura

 
Se guardiamo nel dizionario, alla voce “ADERIRE” ci vengono proposti due significati: “essere strettamente unito a qualcuno o qualcosa” e “accogliere con favore, appoggiare”.
In questi giorni siamo chiamati a fare una scelta di appartenenza, aderire all’Azione Cattolica non significa pagare una quota e ricevere una tessera. Quel pezzetto di cartoncino porta con sé l’essere strettamente uniti che deve contraddistinguere gli aderenti di AC. Unione che significa desiderio di accompagnare, dare forza, appoggiare ogni membro, ma anche appoggiare e condividere lo stile della proposta. Prendersi cura di ciascuno, perché nessuno vada perduto. Certo, tutto questo è possibile viverlo anche senza una tessera in mano. Ma quella tessera è l’impegno formale che ci prendiamo, avendola tra le mani non possiamo più nasconderci dietro agli impegni lavorativi, di studio, familiari. Con quel pezzo di carta diciamo “SI”, accetto di contribuire a sostenere anche materialmente questa famiglia, perché possa crescere e sia in grado di darmi tutti gli strumenti necessari per formarmi all’interno della comunità cristiana.
Aderendo all’AC, ci impegniamo a prenderci cura di chi ci viene affidato, non perché lo abbiamo scelto, ma semplicemente perché è parte della nostra stessa famiglia, ha detto il nostro stesso “SI”.

 
di Chiara Basei
L’Azione, 23 ottobre 2011

 
 
Vedi i dettagli del Tesseramento 2012
 

La FUCI a Conegliano…

 
Venerdì 21 ottobre, un gruppo di 15 partecipanti si è riunito nelle sale della parrocchia di Madonna delle Grazie a Conegliano, per la presentazione della FUCI, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana.
Ci siamo ritrovati con lo scopo di capire meglio la proposta di gruppo che ci attende alla linea di partenza da qui a qualche settimana: un gruppo di universitari della famiglia di AC, pienamente autogestito e coordinato nella rete di gruppi FUCI nazionali.
Ciò che contraddistingue la FUCI nel carisma è il credere nello studio, ciò che la contraddistingue nel metodo è la ricerca. Con questa proposta, la Pastorale Giovanile diocesana, presente con don Roberto Bischer, vuole dedicare un’attenzione particolare per chi si trova a vivere questo tempo di studi, perché vi possa trovare uno spazio di amicizia, di impegno civile e di crescita nella fede.
Il prossimo incontro di presentazione sarà:
 

venerdì 4 novembre, ore 20.45
locali della parrocchia di Madonna delle Grazie.


 
In seguito, le informazioni saranno disponibili sul sito della Fuci di Conegliano.

 
di Diego Gerlin e Marco Salatin
domenica 25 ottobre 2011

 
 

L’adesione occasione di incontro e di cura delle relazioni

AC… non solo tessere!

 
L’adesione all’Azione Cattolica non è pagare una tessera, ma è innanzitutto una scelta. E’ la scelta di percorrere il cammino formativo dell’Azione Cattolica. E’ un sì per essere corresponsabili e protagonisti della vita della Chiesa. E’ un si che rinnova il proposito di portare tanti uomini e donne, giovani e bambini, all’incontro con il Signore. E’ un sì ad una storia arricchita da tante persone che l’hanno custodita nelle nostre comunità. E’ un sì a far parte di una lunga ricca storia di santità.
L’invito ad associarsi all’Ac coinvolge tutti in AC, ma viene curato soprattutto dalla presidenza parrocchiale. Ecco alcune attenzioni che vanno ricordate:
L’adesione è un occasione d’incontro. Non perdiamo quest’opportunita di consolidare la rete di relazioni buone che arricchisce la nostra comunità.
Non si dimentichi nessuno! Prima che qualche persona rinunci all’adesione, è bene chiedersi se sia stato fatto tutto il possibile per evitarlo, se non ci sia invece chi si aspetta di essere compreso e ri-motivato, di sentirsi nuovamente invitato, o semplicemente avvicinato e ascoltato.
Cura dell’Identità associativa. Tanti partecipano alle attività senza tesserarsi, o talvolta in modo discontinuo. Per loro, e nel caso dei piccoli per i loro genitori, è possibile pensare un percorso per conoscere meglio l’Azione cattolica.
C’è ancora posto! Molte persone attorno a noi non attendono altro che di essere coinvolte nella vita associativa, per gustare la bellezza di un’esperienza comunitaria, che ha formato e continua a formare cittadini degni del Vangelo. Largo dunque alla passione e alla fantasia, che con generosità diventa proposta alle persone che colgono che c’è di più nel vivere insieme la fede.
Si possono proporre progetti e attività specifiche dedicate a chi è ai margini: comunicare la bellezza dell’Ac nella relazione personale, ricordare che l’Ac c’è, incontrare i vecchi responsabili per rimotivarli e per avere suggerimenti, proporre la partecipazione ad iniziative dei gruppi Ac a chi non è associato ma già impegnato in attività parrocchiali (catechisti, animatori del grest, lettori, cantori, persone che svolgono servizi per tenere bene la chiesa e le strutture parrocchiali, …), inventare momenti conviviali dove si presenta l’Ac, restituire in parrocchia le iniziative foraniali e diocesane con foto video e sintesi, far conoscere le guide e la stampa, scambiare idee con altre associazioni parrocchiali e comunicare quanto si fa anche attraverso il sito diocesano, L’Azione, Il Nostro impegno, StartAc, ….

 
di Michele Nadal e Valerio De Rosso
L’Azione, 23 ottobre 2011

 
 
Vedi i dettagli del Tesseramento 2012
 

Conoscere il nostro patrimonio artistico per Abitare la terra e vivere con fede

Itinerario nell’arte sacra

 
Fede nell’arte come fiducia che nella bellezza avviene l’incontro tra l’umano ed il divino, come consapevolezza che attraverso la conoscenza del patrimonio artistico del nostro territorio possiamo crescere nella fede e nella capacità di testimoniarla, attingendo all’esempio e alla storia di chi ci ha preceduto nei secoli.
Il percorso si colloca dentro il cammino della Chiesa diocesana per aiutarci, quest’anno, a vivere in profondità il convegno ecclesiale Abita la terra e vivi con fede. Si articola in cinque tappe (la prima è stata la presentazione, tenutasi alcuni giorni fa) riportate nella pagina dell’iniziativa (vedi il link sotto).
Esso si caratterizza come pedagogia della scoperta. Un processo che induce a scoprire il patrimonio artistico cristiano del nostro territorio, quale mediazione del messaggio evangelico inculturato. L’attenzione alla dimensione artistica della cultura cristiana offre la possibilità di aprire dei link su altri saperi attinenti ai linguaggi e all’espressività, alla letteratura, alla filosofia, alla storia, alla geografia, agli studi sociali. Sarà questa un’esplorazione che porterà a conoscere l’artista, la sua epoca, nonché il luogo e il contesto socio-culturale in cui è venuta alla luce la “creazione” artistica. Osservando, contemplando, ci si porrà in ascolto dell’opera d’arte che narra gli eventi della storia della salvezza ed esprime, in una varietà di stili, il perenne messaggio della Rivelazione.
La proposta si rivolge a giovani e adulti dell’Ac e a persone sensibili ed interessate alla conoscenza delle bellezze dell’arte sacra della nostra diocesi.

 
di Valerio De Rosso
L’Azione, 23 ottobre 2011

 
 
Vedi i dettagli del Percorso de La Fede nell’Arte
 

Richiamo all’etica per essere significativi qui ed ora

UN PASSO OLTRE

 
Sembra più semplice, più comodo compiere le nostre azioni quotidiane guardando all’utile, al conveniente, all’efficace senza porci troppe domande. Poi succede che ci si trova stanchi e affannati, ed ecco la crisi, che a volte sfocia anche in vere depressioni, ma il più spesso rende triste e sbiadita la quotidianità. La manifestazione di questo disagio è il sintomo di una vita “malata”, perché privata di una sua componente fondamentale: l’etica. Etica intesa come il legame imprescindibile con il Bene, come valorizzazione della sacralità dell’uomo, della sua dignità irrevocabile.
Oggi questo richiamo dell’etica torna spesso alla ribalta in vari contesti, dall’economico al politico, dal pubblico al privato, ma spesso ci si ferma alla sola enunciazione. Ecco perchè la proposta del percorso etico si inserisce in un tempo più che mai favorevole. Il titolo, Un passo oltre, rappresenta la sfida che Gesù fa a ciascuno di noi quando di fronte ai nostri bisogni di felicità, pace, giustizia e amore ci chiede di osare di più compiendo scelte più esigenti e radicali, ma anche più piene di senso e che possono rasserenare.
Il percorso prevede tre incontri con mons. Luciano Padovese alternati a due laboratori che hanno un duplice intento: favorire il coinvolgimento attivo di ciascuno nell’elaborazione e nella condivisione di esperienze e significati e sperimentare una modalità di lavoro di gruppo riproponibile anche nelle parrocchie.
L’invito è rivolto soprattutto a quelle persone che non si accontentano della mediocrità, ma hanno deciso di fare un passo oltre per essere significative nei luoghi e nel tempo dove è dato loro di vivere, indipendentemente dall’età. E’ l’ appello che ci viene anche dal convegno diocesano: Abita la terra – l’unica in cui ti è dato di vivere oggi – e vivi con fede, condivididendo le gioie e le speranze, i dubbi, le incertezze e la sete di verità degli uomini e delle donne del nostro tempo.

 
di Emanuela Baccichetto
L’Azione, 23 ottobre 2011

 
 
Vedi i dettagli del Percorso di Riflessione Etica
 

A volte basta un “Ciao”

 
Anche quest’anno le feste del “Ciao” segnano la ripartenza dell’ACR nelle parrocchie. Da qualche anno l’iniziativa, pensata prima di tutto per i ragazzi, cerca di coinvolgere anche i giovani e gli adulti dell’associazione.
Proviamo a mettere da parte per un attimo eventuali pregiudizi e guardiamo a questo momento di festa con la stessa spontaneità con cui la vivono i ragazzi.
Oggi giorno potersi dire “Ciao!” non è più una cosa da poco. Questa parola suona allo stesso tempo semplice e scoppiettante. Si usa volentieri tra amici, tra persone che hanno una certa confidenza, che in qualche misura si conoscono già. Si può gridare ad alta voce, magari sbracciandosi un po’, per salutare l’amico dall’altra parte della strada, o sussurrare discretamente ai colleghi nel congedarsi da un incontro. In entrambi i casi e in molte altre modalità il “Ciao” rimane una parola accogliente, spontanea, trasparente e disponibile nello stesso tempo.
In qualche modo, anche questo è l’invito a “puntare in alto” che l’ACR vuole rivolgere a tutti i ragazzi delle nostre comunità, senza secondo fine né bisogno di autoaffermazione: siate capaci di accogliervi generosamente, lasciatevi raggiungere da quel saluto amorevole che Gesù, per primo, vi ha rivolto.

 
di Stefano Uliana
L’Azione, 16 ottobre 2011