VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

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W LA GMG: CON IL CUORE VERSO MADRID…

 
 
Manca davvero poco alla XXVI Giornata Mondiale della Gioventù che si svolge dal 16 al 21 agosto prossimi a Madrid. Sembrava un appuntamento davvero molto lontano… e invece è ormai alle porte.
Con tanta gioia e trepidazione stiamo vivendo questa fase di preparazione, perché la GMG, per noi, non è solo la settimana intensa di Madrid, ma è anche tutto quello che viene prima.
L’Azione Cattolica si è messa in gioco per portare avanti una delle due proposte che la Pastorale Giovanile ha offerto ai giovani della nostra diocesi, per questo motivo ci siamo trovati a vivere da vicino anche la fase organizzativa del progetto.
All’inizio i numeri faticavano a salire, ma ad un certo punto ci siamo trovati con una lista d’attesa così lunga da spingerci a cercare il doppio dei posti che avevamo previsto. Sono ben duecento infatti i giovani che hanno aderito alla seconda proposta che prevede i tre giorni centrali di Madrid con la via Crucis, la Veglia e la S. Messa con il Santo Padre e tre giorni di viaggio. Quest’ultimo non sarà un puro e semplice stare seduti in pullman per arrivare a destinazione, ma vorrebbe essere un percorso interiore, degli occhi e del cuore, attraverso splendidi paesaggi e incontri insoliti.
Lo spirito che anima le varie fasi di preparazione di questa esperienza è quello dell’accompagnamento, perché ogni persona possa sentirsi “accompagnata”, non solo dai presenti, ma anche dal contesto nel quale verrà a trovarsi; per definire il percorso e le tappe de viaggio, abbiamo pensato ad ogni singolo partecipante, perché ogni incontro e luogo possano diventare tasselli significativi di un cammino interiore, personale e di gruppo.
Questo stesso spirito ci ha spinto a partire per un viaggio di perlustrazione nel territorio francese e spagnolo, indispensabile per definire tanti dettagli pratici, perché niente sia lasciato al caso e tutto sia d’aiuto ai giovani per predisporre il cuore al grande incontro con il Papa a Madrid.
Ogni monastero visitato ha lasciato il segno, partendo dall’Abbazia di Senanque a Gordes, immersa e circondata da campi di lavanda e ancora abitata da una comunità di monaci cistercensi, che con tanta semplicità e attenzione ci hanno accolto. Un luogo dove nasce spontaneo il desiderio di “fare silenzio”, non perché imposto, ma per fare spazio alle parole che nascono nel cuore contemplando la bellezza della natura circostante.
Il monastero di Les Avellanes è stata la nostra seconda tappa che ci ha portato nel territorio spagnolo, struttura inserita in uno spettacolare scenario naturale di boschi, giardini e vigneti, dove è presente una comunità religiosa di Fratelli Maristi, la cui missione è l’educazione cristiana dei bambini e dei giovani.
La visita all’ultimo monastero ci ha riportato in Francia, a Le Thoronet, in una comunità di monache della Famiglia monastica di Betlemme, dell’Assunzione della Vergine Maria e di San Bruno.
Ci siamo portati a casa la gioia grande che abbiamo letto soprattutto negli occhi di una delle monache che abbiamo incontrato, occhi che “parlavano” di un fuoco che ardeva nel cuore, di una felicità generata dall’aver offerto completamente la vita al Signore.
Ogni giovane che sceglie di partecipare alla Gmg risponde all’appello che viene dal Papa, è chiamato a Madrid per portare la propria esperienza di fede da condividere con i giovani presenti da tutto il mondo, ad intraprendere un viaggio e dire un si vero a questa esperienza, perché il messaggio che il Papa ci ha consegnato per questa GMG, “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” possa davvero provocare profondamente ognuno di noi.

 
di Jane Uliana
L’Azione, 31 luglio 2011

 
 

DOMENICA SI VA A CIMACESTA!

 
Domenica a Cimacesta. Si va a trovare Gaia, nostra primogenita, al suo primo campo ACR 6-8. E’ il giorno del mio quarantesimo compleanno, l’emozione è grande. Di nuovo a Cimacesta. Il cortile, il salone, la cappellina: quanto della mia vita è passato di qua! I sorrisi, le preghiere, gli abbracci, le riflessioni, i volti. Un bel pezzo di strada. Gaia ed ad altri 90 bimbi ci accolgono con un allegro e festoso trenino cantando “C’è di più! Diventiamo grandi insieme”. Ero qui nel ’90 da 18enne, qui ho conosciuto Francesca, ora mia moglie. Si respira aria di casa. Tutti insieme intorno all’altare, le chitarre, i canti e l’Eucarestia: il centro. Celebra don Alberto, caro amico. Diventiamo grandi insieme. Quanti ricordi: quassù da animatore, da vice-giovani diocesano. Un pensiero: l’AC è una grande famiglia, ha un progetto per tutti, a lungo termine, lancia sfide per la vita, non abbassa la mira. Nell’ufficio le foto alle pareti di don Mario, Piergiorgio, Valerio: anch’essi oggi sorridono emozionati. A pranzo Gaia chiede di sedersi tra me e la mamma e ci rovescia addosso la sua gioia. Il sole, i bans, i giochi. E’ già ora dei saluti, si torna, con una preghiera: che le nostre famiglie siano terreno buono, dove i semi gettati possano germogliare e dare frutti copiosi. Diventiamo grandi insieme.

 
di Roberto Bortoluzzi
L’Azione, 24 luglio 2011

 
 

CHE BELLO STARE INSIEME A CIMACESTA!

 
Per alcuni anni ho frequentato Cimacesta come ospite, durante le ferie dal Brasile. Mi sentivo a mio agio e, a volte, mi chiedevano qualche intervento, che volentieri attuavo. Quest’anno però mi hanno “incastrato”, invitandomi a fare l’assistente al campo dei ragazzi di 4° e 5° elementare dal 23 al 30 giugno, con l’empatica capocampo Martina De Nadai.
Ho trovato quel clima di famiglia che qualifica l’AC e smentisce, in parte, la rottura di trasmissione di valori tra le generazioni, di cui tanto si sente parlare. Tra il serio ed il faceto dicevo: “Se sento qualcuno parlare male dei giovani e dei ragazzi d’oggi, gli do per penitenza di salire a piedi fino a Cimacesta, dove si accorgerà del peccato compiuto”. Ho ammirato ed invidiato l’impegno degli animatori, la dedizione e pazienza con i bambini, la passione per le attività, la resistenza fisica e psichica al lavoro. Il tutto sostenuto dalla preghiera in comune e dall’impegno apostolico.
Mi ha incantato la freschezza dei 92 “piccoli”, che preferisco chiamare ”ragazzi” dopo la prima Comunione. Ci sono state inevitabili smagliature, capricci e lievi incidenti di percorso, che hanno comunque messo in risalto la positività complessiva del Campo.
Dal punto di vista formativo ho trovato fantastica la proposta del profeta Giona, quello della balena, tanto per capirci. Nelle varie attività abbiamo cercato di collegare la figura di Giona con quella di Gesù, affinché tutti sentissero il fascino di Colui che si è proclamato: “qui vi è uno più grande di Giona” (Matteo 12, 41). Indimenticabile l’escursione alla cascata di Fanes, in un clima di allegria e di contatto con la natura. “Strabella”, come ha commentato una bambina, la celebrazione della Santa Messa al campo, che mi ha ricordato quelle brasiliane, con in più la splendida cornice delle Dolomiti.
Ho constatato che: “Se crei il clima, passa il messaggio”.
Il campo ci ha insegnato che possiamo diventare annunciatori di speranza, veri profeti, non svogliati e brontoloni come Giona, ma generosi e gioiosi come Gesù, il grande amico e modello di vita per tutti: piccoli e grandi.
Sia ringraziato il Signore per questa esperienza di vita e di fede. Auguro all’AC di continuare su questo cammino di speranza per un mondo nuovo.

 
di Don Domenico Salvador
L'Azione, 24 luglio 2011

 
 

Dateci il vostro aiuto…

 
 

“Possiamo essere nella pace e nella giustizia un’unica famiglia
e glorificare il nome di Dio in Pakistan”
(Shahbaz Bhatti)

 
 
Cari amici,
nell’incontro di qualche mese fa a Vittorio Veneto, mi avete data l’opportunità di presentare la figura di Shahbaz, mio fratello, martire cristiano dei nostri giorni. Egli, scegliendo di essere fedele a Gesù sopra ogni altra cosa, segna la strada che anch’io deve percorrere nel lavoro di carità e giustizia verso tutte le persone discriminate del Pakistan.
Ogni giorno, quando mi trovo ad Islamabad nel mio ufficio di Consigliere del Primo Ministro per le minoranze religiose, stanno davanti alla mia porta, nel corridoio e nel cortile decine di persone che mi chiedono di poter vivere con dignità.
Sono uomini e donne cristiane che hanno abbandonato i loro villaggi e città con la paura della persecuzione religiosa e domandano ora un aiuto economico, avendo perso il lavoro. Sono giovani che hanno rifiutato di frequentare le scuole islamiche, in quanto cattolici, ed ora non sono sostenuti da nessuno per continuare i loro studi superiori.
Sono ragazze che hanno trovato il coraggio di denunciare le violenze subite e che cercano un rifugio lontano dai loro violentatori. Sono bambini rimasti orfani e tanti cristiani che conoscono da sempre solo la sfortuna e la povertà.
Come posso non vedere Gesù negli occhi di questi fratelli?
Provo la quotidiana frustrazione di non riuscire a dare una risposta concreta a tutti i problemi che ho davanti e che sono diventati ormai parte della mia nuova vita in Pakistan.
Se troverete un minuto al giorno per pensare a noi fratelli cristiani pakistani, pregate il Signore che ci dia sempre il coraggio della testimonianza della fede. Se guardate all’umanità sofferente del mio travagliato Paese come al corpo insanguinato di Cristo, vi chiedo di darci il vostro aiuto.
Rivolgo a tutti voi il saluto della gratitudine e dell’amicizia cristiana, come fratelli della stessa famiglia.

 
Paul Jacob Bhatti
Islamabad, 17 luglio 2011

 
 

Datemi un punto d’appoggio

 
Quando in primavera ho invitato il mio gruppo di Giovanissimi al Camposcuola, ho cercato di trasmettere loro l’entusiasmo sperimentato quando l’avevo vissuto da animato. Non so se sono riuscito ad essere un testimone efficace, ma so che avranno fra poco modo di vivere le stesse emozioni, e questo mi rende estremamente felice. La continuità educativa che negli anni è stata garantita nei campiscuola diocesani dell’Azione Cattolica non è scontata, ma è un regalo dello Spirito che si rende presente attraverso la disponibilità di educatori, assistenti, responsabili.
È importantissimo che i ragazzi possano toccare con mano la bellezza di una settimana fitta di attività, emozioni, sorrisi, che con il passare del tempo diventeranno ricordi carissimi In questo tempo si spargono tanti semi di speranza, che poi fanno la fortuna di quelle aiuole che sono le nostre parrocchie. Ogni campo ha come filo conduttore una tematica, che viene smontata, analizzata, discussa e infine (almeno si spera) interiorizzata.
Quest’anno, nel Campo Giovanissimi, il tema è la libertà. L’argomento è talmente sconfinato che esaurirlo in otto giorni è pressoché impensabile. Però cercheremo di provocare e stimolare il più possibile gli animati a delle riflessioni, in primo luogo riguardo a loro stessi. Cosa rappresenta per me la libertà? Quanto sono libero e quanto mi faccio condizionare? Come si intreccia e interagisce la mia libertà con quella delle persone che mi circondano? Il compito che ci proponiamo noi educatori, con Don Michele e Stefano al timone, non è tanto fornire delle risposte preconfezionate e onnicomprensive, ma dare una chiave di lettura per imparare a leggere nella maniera giusta queste e altre domande che la vita propone e proporrà. Il mistero insondabile di un Dio che pur amandoci infinitamente ci dà la possibilità di sbagliare è una provocazione affascinante.
Gli animati che ci vengono affidati vivono un’età in cui le scelte cominciano a farsi impegnative e pesanti, è necessario che capiscano l’importanza di prendere le decisioni senza essere influenzati da falsi modelli. Vorremmo che fossero liberi di rendere la loro vita un capolavoro, dipingendola con i colori che desiderano, in armonia con quella di tutti i loro compagni di strada. Per spiccare il volo questi ragazzi hanno solo bisogno di una pista di decollo, il cui metodo di costruzione è stato brevettato in Galilea qualche anno fa. Mostriamo loro qual è il vero punto d’appoggio e solleveranno il mondo.
 

 
di Fabio Vettorello
L’Azione, 17 luglio 2011

 
 

Un crocifisso per Cimacesta
 
Un crocifisso per Cimacesta, dono di Giorgio e Umbertina

 
Il dono di Giorgio e Umbertina nel loro 50° anniversario di matrimonio
 
Da tempo si cercava per Casa Cimacesta un Crocifisso adeguato che “abitasse” permanentemente il luogo dove ragazzi, giovani e adulti trascorrono la loro esperienza di campo.
Domenica 3 luglio, il vescovo Corrado ha benedetto un prezioso Crocifisso ligneo, scolpito da un artigiano di Ortisei, donato da Giorgio ed Umbertina Rossetto in occasione del loro 50° anniversario di matrimonio.
E’ stato un momento intenso, per il gesto significativo da parte di una coppia che da sempre vive un servizio generoso alle persone e alla Chiesa nell’Azione Cattolica.
A loro va il grazie riconoscente di tutta l’Associazione diocesana!

 
L’Azione Cattolica di Vittorio V.to

 
 

Il gruppo

 
Lo stare insieme è una delle grandi prerogative dell’Ac. Durante il campo, come in tutte le attività, la socializzazione e la comunicazione, l’appartenenza e la condivisione sono aspetti imprescindibili. Il gruppo, e tutto ciò che lo vede protagonista, è pensato e dedicato all’età dei ragazzi e al progetto educativo che li riguarda. Nello stare insieme in modo speciale ed essenziale ogni ragazzo ha l’opportunità di crescere nella sua unicità a contatto con gli altri, che non gli sono d’intralcio ma di sana spinta nella vita sociale. Il gruppo accompagna il singolo nella ricerca e scoperta del proprio posto dentro la comunità, così che la vocazione non sia una risposta muta alla chiamata di Dio, ma un donarsi con gioia nella condivisione dei propri doni. I ragazzi riconoscono negli occhi dei loro coetanei e dell’educatore un legame profondo, sentono di appartenere a qualcosa che necessita di essere valorizzato e curato, un’esperienza intensa che li porta ad identificarsi nel gruppo e nello stile associativo. L’esperienza di gruppo porta con sé un bagaglio che fiorisce nel viaggio: nel confronto e nella compagnia il ragazzo costruisce se stesso, nella disponibilità, gratuità e semplicità di un’amicizia sente il cuore dilatarsi.
 

 
di Chiara Marcandella
L’Azione, 17 luglio 2011

 
 

Campo 18enni

 

Giovedì 28 luglio – Giovedì 4 agosto

 
Con capocampo Michele Nadal (della parrocchia di Codognè) e assistente don Andrea dal Cin (Assistente diocesano dell’ACR).
Provengono dalle parrocchie di: Brugnera, Codognè, Cimetta, Colfosco, Cordignano, Farra di Soligo, Fontanelle, Francenigo, Fregona, Mansuè, Pieve di Soligo, Ponte della Priula, Ramera, San Giovanni di Motta, Solighetto, Susegana, tezze, Vazzola, Vidor
 
 

Campo 18enni
 
Vedi la galleria di fotografie del campo 18enni

 
 

L’escursione: esperienza di crescita

 
 
L’escursione riveste un ruolo cruciale all’interno del camposcuola di Azione Cattolica e sarebbe riduttivo definirla come una semplice gita o scampagnata tra i monti.
Per prima cosa, i paesaggi e i panorami suggestivi che le Dolomiti bellunesi ci offrono, portano bambini, ragazzi e adulti alla meraviglia e allo stupore per il creato; attraverso il contatto diretto con la natura non possiamo non percepire la grandiosità di Dio e la sua vicinanza: sentiamo il bisogno di fermarci per rendere grazie e lode al Signore per l’amore che dimostra nei nostri conforti. La Santa Messa celebrata in un prato o in un bosco diventa così un momento ancor più forte, particolarmente sentito dai più piccoli.
Un altro aspetto importante dell’escursione riguarda il rapporto che s’instaura tra i ragazzi e con gli educatori, poiché lungo il percorso si possono creare e rafforzare amicizie nate nei giorni precedenti.
Durante questa giornata si possono sperimentare anche momenti di difficoltà e di fatica, soprattutto nei tratti più duri del cammino: è proprio in queste circostanze che si rivela il bisogno di stare accanto al compagno, di aiutarlo e di incoraggiarlo.
Anche per questo l’escursione è uno dei momenti più significativi ed educativi all’interno dell’esperienza del camposcuola di A.C.

 
di Mirko Chiaradia
L’Azione, 10 luglio 2011