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Mercoledì 14 giugno si apre l'estate nella Casa Cimacesta di Auronzo con il primo campo che vede la presenza di 58 ragazzi di quarta e quinta elementare. Provenienti da 17 parrocchie, conosceranno da vicino le vicende di Davide, cantautore di Dio. Saranno guidati dal capocampo Daniele e dall'assistente don Adriano, con Lorenzo come cuoco e Stefano capocasa. Mercoledì 21 giugno è partito il secondo campo dell'estate che vede la presenza di 81 ragazzi di prima e seconda media, provenienti da 25 parrocchie. Sono guidati dalla capocampo Silvia, dall'assistente don Angelo, con Lisetta cuoca e Nicolò capocasa. Mercoledì 28 giugno 85 bambini di quarta e quinta elementare riempiranno Casa Cimacesta per il loro camposcuola. Provenienti da 16 parrocchie avranno Stella come capocampo, don Federico assistente, Annarita cuoca e Valerio capocasa.

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NEWS ACI


VIII SETTIMANA SOCIALE

7, 9, 11 febbraio 2011

 

1861-2011: 150 anni dell’Unità d’Italia
Un cammino ancora da completare


 
PRIMA SCHEDA
 
La Settimana Sociale 2011 intende inserirsi nel clima di celebrazioni e di dibattito storico-culturale che caratterizzerà l’intero prossimo anno, centocinquantesimo dalla proclamazione del Regno d’Italia.
Il 17 marzo 1861, a Torino, il Parlamento subalpino promulga la legge che conferisce a Vittorio Emanuele II il titolo di “Re d’Italia”: con l’eccezione di Roma e del Veneto, l’Italia c’è, finalmente unita!
Ma quale Italia? E’ la domanda che qualcuno si pose immediatamente allora e che ritorna anche a tanti anni di distanza. E’ importante formularla, per arrivare a capire il perché delle celebrazioni e per prefigurare il futuro della nostra Nazione.
Dopo una lunga storia, durante la quale la carta politica dell’Italia segnalava il prevalere della divisione, il perdurare o l’affermarsi di Stati regionali, la rivendicazione di autonomie che hanno fatto parlare di 100 o 1000 “campanili”, la penisola italica appare unificata.
Interessa certamente capire come si sia giunti al superamento di questa frammentazione attraverso la costituzione di uno Stato unitario. Alcuni storici, per chiarire il senso del processo storico, si chiedono se il risultato dei fatti succedutisi a partire dai primi moti risorgimentali del 1820-21 fino all’incontro di Teano fra Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi, possa dirsi “Unità dell’Italia” o piuttosto “Unificazione” problematica della Penisola, avvenuta per successive annessioni al Regno di Sardegna di porzioni della Penisola tra loro diverse, se non addirittura estranee.
La parola “unità” sta per piena consapevolezza e coscienza di una storia comune, di una cultura condivisa, di pensieri, religione, lingua e tradizioni partecipate, di istituzioni che interpretano ed esercitano la sovranità di un popolo intero, di finalità concrete che tutti coinvolgono, da realizzare nella solidarietà; questa unità si compendia comunemente nel concetto di nazione. La parola “unificazione” indica prevalentemente la tensione verso il compimento di un progetto, quello di mettere insieme parti distinte e divise; tensione che mille ragioni o pretesti potrebbero insidiare e compromettere nella sua permanenza.
Nella prima serata della Settimana Sociale, lunedì 7 febbraio 2011, nel Cinema-Teatro “Careni” di Pieve di Soligo, sarà il prof. Alfredo Canavero, docente di storia contemporanea nell’Università Statale di Milano, a proporci una ricognizione storica che dalla proclamazione del Regno d’Italia giunga alla promulgazione della Costituzione Repubblicana, fino alle vicende di questi ultimi decenni ed alle problematiche che ripetutamente si pongono con riferimento all’Italia Unita. Allo studioso viene assegnato il tema: L’Unità Incompiuta. La formulazione molto schematica, e per alcuni aspetti anche perentoria, indica con chiarezza la prospettiva nella quale si pone la Settimana Sociale, prospettiva evidenziata dal sottotitolo generale della Settimana: Un cammino ancora da completare. L’intento è quello di ripercorrere le tappe della storia alla luce della situazione presente dell’Italia, per riconoscere questioni aperte e possibili urgenti soluzioni, e così trovare ragioni forti per celebrare oggi il Giubileo dell’Unità Nazionale.
 
 
Domande per l’approfondimento

    1.Non manca chi muove obiezioni alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e non le vorrebbe. Quali motivazioni possono sostenere una simile posizione e con quali buone ragioni si può ad esse replicare?
     
    2.Quali sono, nella società italiana, i segni indicatori che l’unità raggiunta è ancora fragile e incompiuta?
     
    3.Quali sono, nella società italiana, le ragioni ideali e le convenienze concrete per tendere al compimento dell’Unità?

 
 
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