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Campi Estate 2017
Mercoledì 14 giugno si apre l'estate nella Casa Cimacesta di Auronzo con il primo campo che vede la presenza di 58 ragazzi di quarta e quinta elementare. Provenienti da 17 parrocchie, conosceranno da vicino le vicende di Davide, cantautore di Dio. Saranno guidati dal capocampo Daniele e dall'assistente don Adriano, con Lorenzo come cuoco e Stefano capocasa. Mercoledì 21 giugno è partito il secondo campo dell'estate che vede la presenza di 81 ragazzi di prima e seconda media, provenienti da 25 parrocchie. Sono guidati dalla capocampo Silvia, dall'assistente don Angelo, con Lisetta cuoca e Nicolò capocasa. Mercoledì 28 giugno 85 bambini di quarta e quinta elementare riempiranno Casa Cimacesta per il loro camposcuola. Provenienti da 16 parrocchie avranno Stella come capocampo, don Federico assistente, Annarita cuoca e Valerio capocasa.

Nuovo indirizzo email
Il nuovo indirizzo di posta elettronica dell'Azione Cattolica diocesana che è: "segreteria@acvittorioveneto.it". Sostituisce il precedente.

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NEWS ACI


Testimoni di fede viva…


 

Sul messaggio del Santo Padre per la XXVI giornata Mondiale della gioventù…

 

GMG 2011 Madrid

 
Forte e provocatorio. Così appare il Messaggio del Santo Padre per la XXVI giornata Mondiale della gioventù, che si svolgerà a Madrid l’estate prossima.
Un messaggio che interroga e mette in gioco sin dalle prime battute: il Papa racconta della sua giovinezza, quando sognava una vita più grande, nuova, e descrive la sua generazione, che non voleva perdersi nella “normalità della vita borghese”, e che, dopo il dramma della seconda guerra mondiale, desiderava “uscire all’aperto per entrare nell’ampiezza delle possibilità dell’essere uomo”.
Colpisce il richiamo alla ricerca di un orizzonte più ampio della stabilità, anche affettiva, e della sicurezza di un posto di lavoro in un periodo in cui precarietà e incertezza sembrano essere la cifra della condizione giovanile. È un invito difficile, quello di cercare l’essenziale, ciò che dà senso alla nostra vita, su cui fondare le pur legittime aspirazioni di un lavoro e di una famiglia. Benedetto XVI cita Abramo, che, ormai anziano, era “sazio”: aveva una famiglia, dei beni, la serenità e la stabilità della famiglia. Eppure si fida di Dio, accetta di mettere tutto in discussione e abbandonare le sue sicurezze per un paese sconosciuto, per la promessa di un oltre. Una promessa – abbandonare le nostre sazietà per cercare la radice su cui fondare la nostra vita – non facile da accettare, ma che in fondo rappresenta il vero elemento di stabilità nella frenesia delle nostre vita da precari, da eterni figli e fidanzati continuamente in cerca di uno stipendio e di una casa per mettere su famiglia.
Ma non è possibile farcela da soli, nonostante i tanti miti dell’individualismo. È questa la seconda scossa che dà il messaggio: “Non credete a coloro che vi dicono che non avete bisogno degli altri per costruire la vostra vita! Appoggiatevi, invece, alla fede dei vostri cari, alla fede della Chiesa, e ringraziate il Signore di averla ricevuta e di averla fatta vostra!”. La comunità ci accompagna a essere saldi nella fede, a rispondere di sì alla promessa di Dio: la celebrazione dell’eucarestia, la preghiera, la lettura dei Vangeli, sono gli spazi che vengono indicati per aiutarci a vedere e incontrare Dio.
La nostra fede personale in Cristo, nata dal dialogo con Lui, è legata alla fede nella Chiesa: spetta a ciascuno di noi sostenere e sentirsi responsabile del cammino di fede degli altri. In questo impegno siamo chiamati a cercare il sostegno della comunità cristiana, e abbiamo la testimonianza splendida dei tanti uomini e donne che nella storia della Chiesa “sono stati e sono una testimonianza vivente della forza della fede che si esprime nella carità: sono stati artigiani di pace, promotori di giustizia, animatori di un mondo più umano, un mondo secondo Dio”. E alla fine del messaggio arriva l’ultimo, impegnativo appello: quello di essere noi giovani in prima persona testimoni di fede viva, di carità creativa e del dinamismo della speranza. Un invito da accogliere in quest’anno di preparazione a Madrid, che ci sprona a vivere le nostre incertezze e difficoltà di ogni giorno nella consapevolezza di una promessa di amore e di vita piena che abbiamo ricevuto.

 
di Chiara Finocchietti
Dal Sito dell’AC Nazionale, sabato 4 settembre 2010