SANTO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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Sabato 19 Maggio
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NEWS

FESTA DIOCESANA DEGLI INCONTRI
Domenica 20 maggio a Vittorio Veneto, nel Parco Papadopoli a Ceneda. La giornata si concluderà alle 17.30 dopo la celebrazione eucaristica di ringraziamento per la beatificazione di Giuseppe Toniolo, presieduta da S.E. Corrado Pizziolo, nella chiesa Cattedrale.

CAMPO NEL CAMPO 2012
L’annuale appuntamento de “Il Campo nel Campo” si svolgerà a Cimacesta, dalla mattina di sabato 2 al pomeriggio di domenica 3 giugno.

ESTATE 2012
Aperte le iscrizioni ai Campiscuola. Vedi tutte le date dell'estate 2012.

EVENTI


Maria, modello di discepola


 

Sabato 25 settembre, con l’incontro unitario diocesano a Motta di Livenza,
l’AC diocesana apre il nuovo anno associativo sotto lo sguardo di Maria

 
Il brano evangelico di riferimento pensando a Maria come modello del credente è quello di Luca 1,26-38. L’ho ascoltato decine di volte ma continuano a stupirmi due aspetti che mi rivelano orizzonti esistenziali sempre nuovi. L’immediatezza di quel “” rappresenta la vetta cui tendere per diventare come lei e mi fa percepire la debolezza della mia volontà ma mi rincuora che prima dell’”Eccomi” ci fosse “A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto”: anche Maria ha provato la vertigine dello smarrimento di fronte ad una scelta di vita che l’avrebbe proiettata per sempre nella dimensione del non appartenere più a se stessa per essere la Madre di Colui che veniva a redimere il mondo. Il dubbio per un attimo adombra la sua mente “Come è possibile non conosco uomo” (Lc 1,35). Subito Maria passa dall’ascolto all’accoglienza (dal greco acuein, che significa ascoltare, derivano in italiano sia la parola ascoltare che la parola accogliere): la Parola ascoltata e accolta non ci lascia più come prima, ci mette in movimento. La giovane Maria ha una gioia grande che non può tenere per sé, con le ali nel cuore e ai piedi (“raggiunse in fretta una città di Giuda” ) va da Elisabetta che le dice “Beata colei che ha creduto”: Maria è sulla strada della realizzazione di sé (in ciò consiste la beatitudine) perché ha scoperto la sua vocazione, ha trovato posto nell’Amore di Dio e in esso si è abbandonata (questa è la Fede). Certo la strada verso la vita “piena” sarà per lei lastricata di momenti difficili come le preannuncerà di lì a poco Simeone (Lc2,35) ma nell’economia di Dio i limiti diventano risorse. Penso sempre, quando mi soffermo sul brano dell’Annunciazione, che quando ricevette questa “proposta di vita” Maria era anagraficamente giovanissima e non ha esitato a dire sì per sempre. Che stupenda icona per molti giovani d’oggi, per i quali il progetto della propria vita è la somma di una serie di contratti a tempo determinato, resi rescindibili dalla mancanza di affidamento a Colui che ci ha messi qui ed ora nel mondo, perché la nostra gioia sia piena.
I progetti che danno vita a “case sulla roccia” hanno però bisogno dei tempi intensi del discernimento e della preghiera: ed è ancora Maria l’icona di questo atteggiamento (Lc 2,19 “Maria… serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore“).
Anche Maria ha avuto i suoi momenti difficili nel seguire il Figlio: non deve essere stato facile sentirsi rispondere nel tempio di Gerusalemme “Perché mi cercavate?” o “Che ho da fare con te o donna” alle nozze di Cana, ma tutto si riassorbe in Mt 12,46-50 quando a coloro che gli riferiscono che sua madre e i suoi fratelli vogliono parlargli, Gesù risponde “Chiunque fa la volontà del Padre mio è per me fratello sorella e Madre”. Allora è ancora attraverso di lei che Gesù ci dice che “ciò che conta di più ” è fare la volontà di Dio che è praticamente una sola: che tutti gli uomini si sentano amati da Lui e che possano accogliere questo amore con una risposta d’amore. E in questo, al di là dei legami biologici, possiamo essere tutti padri madri fratelli e sorelle.

 
di Cinzia Merotto
L’Azione, domenica 26 settembre 2010