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Tempo Estate Eccezionale 2017
L'attività dell'estate dell'Ac continua incessante per tutto il mese di agosto. Dal 6 al 13 del mese, più di 50 diciottenni condividono gli spazi di casa Cimacesta con gli adulti per un campo in contemporanea. Dopo l'Estiamo insieme previsto dal 13 al 16 agosto, giorni tranquilli di ferie per famiglie, riprendono i campiscuola: per Giovanissimi dal 16 al 23 agosto, per ragazzi di prima e seconda media in contemporanea con un altro gruppo Giovanissimi dal 23 al 30 agosto, poi altri due campi, di bambini ACR dei Sei/otto e ragazzi 14/15enni dal 30 agosto al 6 settembre. Il Campanac, fine settima di formazione per gli educatori ACR, Giovani ed Adulti in vista del nuovo anno associativo, previsto dall'8 al 10 settembre, concluderà l'estate 2017.

Chiusura Ufficio diocesano
L'Ufficio diocesano chiude per ferie da lunedì 7 agosto a lunedì 14 agosto. Per ogni comunicazione rivolgersi a Casa Cimacesta, tel. 0435/97013.

Nuovo indirizzo email
Il nuovo indirizzo di posta elettronica dell'Azione Cattolica diocesana che è: "segreteria@acvittorioveneto.it". Sostituisce il precedente.

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NEWS ACI


Le sorprese dei giovani. Ma nessuno ne parla.


Un giorno “in parrocchia” Il fiume di energia positiva

 
A parole, ne sono tutti convinti: a pochi giorni dalle elezioni regionali, bisognerebbe parlare di quali siano i veri problemi, le vere “emergenze” che interessano i cittadini, le persone, le famiglie. Giusto.
Però quasi nessuno lo fa: e non c’è verso di aprire la Tv o di buttar l’occhio su un giornale senza sprofondare nel gorgo malsano di accuse, controaccuse, urla, querele, denunce e simili. L’immagine che ne esce resta invariabilmente quella di un’Italia rappresentata totalmente in negativo.
Eppure, sotto questa marea di pessime notizie un’altra Italia c’è. Vera, non inventata. È l’Italia che càpita di scoprire una domenica di marzo in riva al Piave: centoventi ragazzi e ragazze dell’Azione cattolica, della diocesi di Vittorio Veneto, fra i diciotto e i trent’anni, studenti e lavoratori che dedicano la bella giornata di sole a temi fondanti. Per esempio, la Parola da vivere, la Parola da comunicare oggi, nel mondo che cambia: al quale occorre saper regalare, come sempre, una Parola vivente, una Parola incarnata nel “qui e ora”, una Parola che o è una Buona Notizia o non è.
Basta sedersi al tavolo degli oratori, bastano poche battute per vedere e capire che il miracolo è ancora possibile: perché qui, in questa sala di parrocchia, tra i ragazzi e le giovani famiglie dei dirigenti, (con mogli e i bambini piccolissimi al seguito) fin dall’inizio le buone notizie sono tante.
È buona notizia che qui ci siano tanti giovani: per il numero obiettivamente alto, ma anche perché, in una società come la nostra, così invecchiata demograficamente, è doppiamente prezioso che la chiesa locale possa vantare una percentuale così rilevante di forze fresche. È una buona notizia che gli occhi di chi ti ascolta siano così attenti e partecipi, che le domande siano così intelligenti e appassionate, che non vi si trovi mai nemmeno l’ombra della superficialità o di tutto il peggio che altrove è la regola, e regola dominante. È una buona notizia scambiare una parola con questo pubblico, prima e dopo la Messa. E parli con Diego, il presidente, nella vita rappresentante di commercio, che è qui a riflettere sul Vangelo. E non solo a base di belle parole: dice anche della crisi, e di quanto e come morda la carne degli uomini e delle donne anche qui, nel profondo di quello che fu il ‘ricco’ Nord Est. Che però non si arrende e va avanti lo stesso, senza ‘mollare’. Come fa uno dei pochissimi vecchi della giornata, anche lui qui, pronto a dare una mano (e che mano!): vado verso i settant’anni, mi dice, ma non mi sono tirato indietro quando mi hanno chiesto di prender in mano il settore adulti dell’Ac diocesana, mi sento “chiamato” a farlo. E intanto mi racconta delle battaglie per la difesa dello splendido paesaggio che ci circonda. E della sua vita di piccolo imprenditore: la mia aziendina l’ho già passata ai miei figli, ma, dopo esser stato per tanti anni operaio dipendente, l’ho inventata io, facciamo pezzi meccanici che servono un numero talmente vario di destinatari che, mentre tanti altri stanno licenziando, proprio in questi giorni noi abbiamo avuto la gioia di assumere un giovane. La gioia di dare speranza: ancora una volta, Vangelo vissuto, non solo “predicato”. C’è poi un biondino con gli occhiali che mi vuol stringere la mano, la faccia da ragazzino e già una brillante laurea in medicina in tasca: sta partendo per Sidney, Australia, per il dottorato di ricerca sul melanoma. Non dimenticherà questa domenica dedicata alla Parola del Dio Vivente, del Dio incarnato, la porterà alta nei suoi studi, nel suo cuore, anche laggiù, dall’altra parte del mondo. Non la dimenticherà lui, non tutti gli altri con i loro visi e le loro storie vere e belle, bellissime, tutte calate nel vivo dell’esistenza quotidiana. Una vera ondata di dignità e di forza, di “energia positiva”, come si usa dire, che ti viene incontro qui, in riva al Piave, fiume “sacro alla patria” come sta scritto sui cartelli. Ma soprattutto nel cuore, nella vita di queste persone. Una vera valanga di Speranza. Per la Chiesa italiana, ma anche per il Paese. Eppure, chi ne parla?

 
di GABRIELLA SARTORI
Editoriale di Avvenire
venerdì 19 marzo 2010