VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

ottobre 2010
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

Festa Unitaria 2019 - Sapore di Sale Estate Eccezionale 2019 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

Aspettando Mons. Domenico Sigalini

Dal 18 al 21 novembre gli Esercizi Spirituali per Giovani e Adulti

 
È uno squarcio al cuore quando ti dicono che la vita non abbia un senso!… Ogni conquista dell’uomo non muove forse da voragini spirituali e intellettuali che spingono alla ricerca del senso delle cose?
Il rischio di una ricerca di senso “autoreferenziale” è quello di zampettare, zampettare in un miscuglio di idoli, di placebo, ben lungi dal fornire un apporto nutrizionale valido alla nostra vita, appunto alla nostra ricerca.
L’Azione Cattolica non fugge dalla responsabilità di offrire spazi di ricerca, di riflessione, di preghiera e adorazione capaci di riempire i “vuoti” che in noi si creano quando non ordiniamo cose ed affetti attorno al vero fulcro, Gesù Cristo.
S. E. Mons. Domenico Sigalini, Assistente Nazionale Generale dell’ACI, già ai giovani della GMG di Colonia, enucleava vari “spazi di difesa dagli idoli”, particolarmente ponendo l’accento sugli Esercizi Spirituali come «tempo favorevole per la nostra salvezza». Dal 18 al 21 novembre a Vittorio Veneto, nella Casa di Spiritualità San Martino, sarà proprio lui a guidarli come tali. Come eccezionale momento di «Grazia», indipendentemente dall’organizzazione umana. Rinnovo del “miracolo” dell’Ac, quale casa e famiglia ad ogni livello.
C’è, però, di più… La Chiesa! Giovani, adulti, sacerdoti (e storie), in quei giorni cammineranno insieme, nel perpetuo mistero della trasmissione della fede. Davvero quattro giorni di pienezza, durante i quali nutrirsi vicendevolmente di esempi, di testimonianze, di semplici tracce che ciascuno reca con sé.

 
Alberto Rado
L’Azione, 31 ottobre 2010

Verso la XIV Assemblea

Crescere nell’esercizio della Corresponsabilità

 
C’è un passaggio “obbligato” per chi vive l’esperienza in Azione Cattolica e riguarda il crescere nell’esercizio della corresponsabilità. Non c’è aderente all’Ac che prima o dopo non sia chiamato a diventare responsabile, oltre che del suo cammino personale, anche di quello della propria associazione parrocchiale, della propria comunità, magari per qualcuno, anche a livello diocesano. Per molti l’avventura in associazione nasce da una chiamata a testimoniare nel servizio educativo ai più piccoli la gioia di camminare con Gesù, ed è questo il primo gradino in cui già si sperimenta nel gruppo educatori la bellezza, ma anche la fatica che l’esercizio della corresponsabilità comporta. Incontro, ascolto, confronto, proposta, progetto, attuazione… il tutto condito da quel “insieme” che dice non solo di una personale “partecipazione”, di un cammino in compagnia, di un farsi prossimo, ma anche di un essere quotidianamente riferimento, nodo di relazioni, tramite della Grazia attraverso la presenza, la testimonianza, le proposte formative dell’Ac e non, a quanti il Signore ci mette accanto.
Responsabili insieme, per raccontare, come ricorda il Piano pastorale diocesano, di un “noi”soggetto della missione. Un “noi” che si fa Luce per il mondo, che si lascia illuminare dalla vita degli altri, che “brucia” e s’incendia nel servire i fratelli.
Il cammino assembleare è un momento forte di partecipazione alla vita associativa e molti saranno chiamati a rispondere, dentro a questa esperienza di Chiesa, all’invito pressante di farsi carico della vita di altri compagni di strada, da fratelli maggiori, da responsabili e custodi di comunione, da protagonisti e partecipi della Missione nel portare a tutti la “buona notizia”.
Vincere facili egoismi, pigrizie, individualismi per scoprire la gioia di farsi i primi servi degli altri, è una sfida che si rinnova e attende nuovi, generosi e gratuiti sì!

 
di Diego Grando
L’Azione, 31 ottobre 2010

Nella bellezza col segno della croce

L’invasione di Roma. E un gran dialogo

 
Ieri c’è stata l’invasione di Roma. Treni pieni, strade colme, tutto esaurito nei musei. Alla folla di turisti che cercano la bellezza e sanno che lì si può trovare, maestosa, disponibile, familiare e umilmente sottomessa a ogni sguardo e a ogni passo, s’è mescolata un’altra folla, immensa, di ragazzini. Li ho visti per la strada, li ho visti affollare Piazza del Popolo. La mattina avevano invaso quella di san Pietro. Invasori anche loro, in mezzo alla città della bellezza e dell’umano, del caos e dello splendore, del disastro e della gloria. Nella città dell’uomo. Invasori con il segno della croce addosso e con addosso la loro quasi sfrontata giovinezza. La loro indocile promessa di vita.
Roma ha patito molte invasioni. Di cosiddetti barbari. E di vincitori di ogni genere. In genere vincitori di breve durata, rispetto al grande potente flusso che emana da questo luogo, alla vittoria senza armi di una bellezza che chiama le più antiche aspirazioni dell’uomo, il più acuto e quasi doloroso senso della misura e della dismisura e insieme tiene i segni della strana bellezza del cristianesimo. Che è appunto quel medesimo segno della croce che i giovanissimi della Azione Cattolica tenevano appeso al collo, allo zainetto, in mille maglie o scarpette o altri segnali. La strana bellezza del cristianesimo, che tiene
insieme l’aspirazione alla più alta e sublime gioia e la drammatica, dolorosa esperienza della storia, del sacrificio e del limite. La bellezza del crocifisso che è la stessa carne del Risorto. A volte capita di chiedermi cosa penserebbe Gesù Cristo vedendo questi ragazzini andare in giro con il segno della sua croce addosso.
Portato come un segno di giovinezza, come un segno di novità, come un pegno che la vita non è vana. E come un segno di contemporaneità che supera mille altri emblemi.
Roma, splendida e sempre in grado di turbare, ha accolto anche questa invasione. Ci sono le star e gli amanti del cinema per la festa annuale, ci sono le migliaia di turisti e poi loro i centomila ragazzini italiani. In una manifestazione che non esprime – come tante, purtroppo – solo un risentimento, ma una ricerca, una tensione positiva. Questi ragazzi, anch’essi un po’ barbari e un po’ no, insomma del tutto italiani, razza delle razze, sono venuti qui non per fare un po’ di turismo, non solo per riempirsi gli occhi della bellezza impetuosa e segreta di questa città che continua a chiamare gente da ogni parte del mondo.
Sono venuti innanzitutto per incontrare il Papa. Anzi, per essere incontrati da lui. Che infatti si è prestato, si è messo a loro disposizione in un dialogo ad altezza di ragazzo. Cioè ad altezza di cuore. Insomma, ad altezza d’uomo. Perché l’uomo è quel che il suo cuore desidera. E la frase che gli adulti che accompagnano questi ragazzini – in un lavoro spesso oscuro, mai celebrato, mai sotto le telecamere, «servitori della loro gioia» come ha detto il Papa – hanno scelto era semplice: «C’è di più».
Come è vero che ogni opera d’arte invita a scoprire che c’è di più. Ogni amore, ogni immagine, ogni evento –come scriveva Montale – porta l’invito ad andare più in là. Come dire che ogni cosa è segno. Lo ha raccontato anche il Papa ai ragazzini, parlando di sé ragazzino, quando ha ricordato che lui era il più piccoletto della classe e se voleva crescere doveva proprio puntare su un «di più» che non fosse solo visibile. Non si trattava per lui (per l’uomo che ora è Papa) di crescere in potenza, in onore, in gloria. In successo.
Ma di crescere in quel che la vita promette come compimento, come verità dell’essere umano. Benedetto ha ricordato gli adulti che nel Vangelo erano «disturbati» perché i bambini attorniavano Gesù. Ora come allora, lui e quei ragazzini invasori di Roma hanno detto qualcosa di nuovo e di antico. Hanno reso la miglior giustizia alla bellezza stupefacente e drammatica di questa città. Alla bellezza d’essere uomini che cercano la misura e la dismisura adeguata all’amare, al morire, al patire, al godere. Al vivere.

 
di Davide rondoni,
Avvenire, 31 ottobre 2010

 
 

C'è di +

 

“C’è di più. Diventiamo grandi insieme!”
…è l’impegno per ciascuno a crescere insieme a Gesù e con gli altri,
nella direzione della santità.

Nelle vite dei giovanissimi e dei ragazzi ci sono tante cose: i genitori e i rapporti famigliari, la scuola, lo sport, gli amici e le altre relazioni, il gruppo, il computer, internet, i social network e tanto altro. Talvolta però i sembrano incapaci di andare “oltre” ciò che per loro è quotidiano e, forse, scontato e di vedere al di là di quanto fa parte delle loro giornate. E allora ci capita di incontrare ragazzi che non sono più capaci di pensare al futuro con speranza e progettualità, che vivono relazioni superficiali e momentanee o che sono in continua ricerca dello “sballo” per evadere dalla quotidianità.
L’incontro nazionale si pone, quindi, come obiettivo quello di aiutare i giovanissimi e ragazzi a comprendere che nelle nostre vite c’è qualcosa di più, rispetto a quanto, forse, siamo abituati a vedere ed a pensare; e il “di più” delle nostre vite deriva dall’incontro personale con il Signore Gesù che cammina con noi giorno dopo giorno. Un incontro, questo, che non può lasciare indifferenti, ma anzi cambia radicalmente la prospettiva con cui guardiamo le persone che ci stanno attorno e il mondo intero, che “tocca” in modo significativo la nostra vita permettendoci di rileggerla alla luce dell’Amore.


 

 
DAL SITO NAZIONALE:

 
LA STAMPA:

 
MATERIALI:

Verso la XIV Assemblea

Chiamati a camminare insieme

 
Per l’associazione e per i suoi soci questo momento, pur nelle fatica del suo procedere, è occasione di educazione alla democrazia.
Ormai la nostra società dà per scontata la vita democratica, salvo accorgersi che senza fare memoria ed esperienza di democrazia, col passare del tempo ci si dimentica come funziona, quali sono i cardini su cui si appoggia.
La scelta democratica per l’Azione Cattolica Italiana è stata una scelta fatta con lo statuto del 1969 e mai messa in discussione, nonostante la fatica che la democrazia comporta. Si perché democrazia vuol dire poter dare a tutti l’opportunità di esprimere la propria volontà in merito al “governo” di una associazione, di uno stato più in generale di un qualsiasi “ente” democratico.
Di recente anche la legislazione italiana ha imposto a tutte le associazioni di procedere al proprio governo usando strumenti “democratici”. Una scelta quindi quella del 1969 fatta con lungimiranza.
Una scelta non scontata, ma frutto di un grande percorso di ricerca che ha portato ad individuare nella struttura associativa e democratica, l’ “ambiente” ideale per svolgere le attività proprie dell’associazione al fine del raggiungimento dello scopo sociale.
Questo percorso è patrimonio dell’associazione e degli associati, ed è un patrimonio importante, che dobbiamo difendere e che dobbiamo tramandare.
Questo “ambiente” ideale, cosi strutturato, ci permette, tramite la partecipazione alla vita associativa stessa, un formazione umana che ci prepara e ci allena all’incontro con gli altri, all’interno di relazione libere, anche se a volte sono faticose, dure, contrastanti.
Molto importanti sono i meccanismi che si usano per esercitare questo diritto di partecipazione. L’Azione Cattolica Italiana ha scelto quello della democrazia rappresentativa, così come fece a suo tempo lo Stato Italiano.
E’ il metodo più diffuso, perché permette a molti di esprimersi attraverso pochi: gli eletti.
Il sistema è semplice: i soci con più di 14 anni eleggono i loro rappresentanti che formeranno la Presidenza parrocchiale. La Presidenza parrocchiale è composta dal Presidente e da due rappresentanti degli adulti, da due rappresentanti dei giovani e da due rappresentanti degli educatori Acr.
La formazione della Presidenza parrocchiale rappresenta un momento importante per ogni socio. E’ qui che egli esprime la sua volontà sul “governo” dell’Associazione eleggendo chi ritiene possa avere le seguenti caratteristiche: convinto aderente di ACI, che “sente” in modo forte la sua vocazione laicale che è in comunione con la Chiesa che opera e cerca il fine ultimo della Chiesa: la santità dell’uomo.
Se possibile i soci dovrebbero cercare con forza un cammino di condivisione alla ricerca di queste persone. Persone che si assumono la responsabilità di guidare l’associazione parrocchiale e di rappresentare i soci a livello foraniale. E’ un momento forte, intenso, che coinvolge giovanissimi, giovani e adulti in un esercizio di comunione e crescita comune. Mettere in relazione generazioni diverse, bisogni ed istanze avvolte anche lontani.
Una formazione umana e spirituale, fatta di attenzioni, rispetto, condivisione, pace verso per le persone, verso l’associazione e verso la Chiesa. E non è anche questo cammino di santità?

 
di Francesco Salatin
L’Azione, domenica 24 ottobre 2010

Cammino Assembleare 2010-2011

Verso la XIV assemblea elettiva dell’AC della diocesi di Vittorio Veneto


E’ iniziato con l’incontro diocesano del 26 settembre u.s. a Motta di Livenza il cammino in vista della XIV assemblea elettiva dell’Azione Cattolica che si terrà domenica 27 febbraio 2011 al Toniolo di Conegliano.
In questa pagina verranno poste tutte le informazioni necessarie per vivere al meglio il percorso assemblare, evidenziando le tappe e contenuti di questo cammino.

 

Democraticità: chiamati a camminare insieme (di Francesco Salatin, 24 ottobre 2010)
Crescere nell’esercizio della Corresponsabilità (di Diego Grando, 31 ottobre 2010)
Unitarietà: il calore dell’essere famiglia (di Giulia Diletta Ongaro, 14 novembre 2010)
Dalle nostre parrocchie: l’assemblea elettiva di Ceggia (di Chiara Basei, 5 dicembre 2010)
Chiamati a diventare santi insieme: stare dentro (di Diego Grando, 12 dicembre 2010)
I coordinamenti Foraniali (di Valerio De Rosso, 17 dicembre 2010)
Impegno di comunione (di Domenico Dal Mas, 13 febbraio 2011)
Il meccanismo democratico del rinnovo (di Alessandro Corazza, 27 febbraio 2011)
Scelta di fedeltà per un cammino insieme (di Giulia Diletta Ongaro, 27 febbraio 2011)
 

La XIV Assemblea Diocesana

La XIV Assemblea Diocesana

Per il cammino Parrocchiale, Foraniale e Diocesano…

Dal centro Nazionale…

“AMORI IN CORSO”
Cammino Fidanzati 2010-2011

 
Carissimi giovani,
l’itinerario “Amori in corso” previsto tra le proposte formative offerte dall’Azione Cattolica diocesana, vuole essere una opportunità di crescita per quelle coppie di fidanzati che vogliano vivere in pienezza questa stagione speciale della loro vita.
Riteniamo che il cammino che viene presentato sia ricco e impegnativo e costituisca un’occasione per maturare la scelta del matrimonio cristiano attraverso la rilettura dell’esperienza di amore alla luce del Vangelo, nel confronto con altre coppie.
Non abbiate paura della “misura alta” della proposta perché mai come in questo momento alle coppie cristiane viene chiesta un’autentica e credibile testimonianza di amore al Vangelo e alla vita.

 
Paola e Ferruccio
Jane e Michele
con don Luigino

LE DATE DEL CAMMINO:
 
Canonica di Cimavilla di Codognè
domenica pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 18.00 circa

  • Domenica 24 ottobre 2010
  • Domenica 28 novembre 2010
  • Domenica 19 dicembre 2010
  • Dal 6 al 9 gennaio 2011 (Esercizi Spirituali)
  • Domenica 23 gennaio 2011
  • Venerdì 18 febbraio 2011 (di sera incontro con il Vescovo Corrado)
  • Domenica 13 marzo 2011
  • Domenica 17 aprile 2011
  • Domenica 8 maggio 2011
  • Domenica 5 giugno 2011

 
Questo percorso di accompagnamento dei fidanzati, che nasce dalla collaborazione dei Settori Adulti e Giovani dell’associazione, si rivolge anche alle coppie che hanno iniziato da poco questa esperienza e per le quali il matrimonio è ancora un passo lontano.
Il cammino è arricchito dalla presenza di un sacerdote e di chi, già sposato, vive la realtà del ministero coniugale.
Ogni incontro sarà così strutturato:

  • Momento di preghiera
  • Presentazione del tema
  • Lavoro di coppia
  • Condivisione di gruppo
  • Momento conviviale

 
DOWNLOAD:

INCONTRI DI RIFLESSIONE ETICA
con Mons. Luciano Padovese

 

CRISTIANI SIGNIFICATIVI
NELLA VITA E NELLA STORIA


Conegliano,
Aule parrocchia San Rocco, ore 9.30

 
Attivi ed efficaci
nel segno dell’amore

Domenica 24 ottobre 2010

 
Artefici di riconciliazione

Domenica 28 novembre 2010

 
In prima linea
nell’impegno di educare

Domenica 23 gennaio 2011

 
Responsabili e partecipi
per il bene di tutti

Domenica 6 marzo 2011

Con Pro Messi nella Storia.

Il percorso degli adulti quest’anno approfondisce i temi della cittadinanza e del bene comune come forme per vivere la santità in chiave missionaria. La santità laicale viene considerata nel suo aspetto di servizio e di responsabilità a costruire la Chiesa e a edificare il mondo secondo il progetto di Dio.
“Com Pro Messi nella Storia” cioè inseriti appieno nella storia insieme a tanti altri a favore di tutti , prendendoci cura di tutti, soprattutto dei più poveri, dei più deboli, amando gli uomini e donne del nostro tempo in ogni situazione.
Cominciando da noi, dalle nostre famiglie , dalle nostre parrocchie e dalle nostre piazze , senza aspettare di essere “pronti” o di essere “capaci”,
Mons. Luciano Padovese ci aiuterà a riflettere per poi diventare “Cristiani significativi nella vita e nella storia” sicuri che il Signore, in questa storia ,ci tiene per mano e con noi, ogni giorno, genera novità e bellezza.

 
Paola e Ferruccio
Jane e Michele
con don Luigino

 
MONS. LUCIANO PADOVESE
Laureato in diritto canonico a Roma, specializzato in teologia morale ed etica sociale, docente allo Studio Teologico di PN e alla Facoltà Teologica di PD. Giudice nel Tribunale Ecclesiastico Triveneto.
Dirige il Centro Culturale Casa Antonio Zanussi di PN e il mensile “Il momento”. Autore di volumi e saggi è delegato vescovile per la cultura e il dialogo nella sua diocesi di Concordia (PN).
 

DOWNLOAD:

“Ragazzi e giovanissimi
Roma vi aspetta…”

 
Il 30 ottobre a Roma l’incontro nazionale dell’ACR e dei Giovanissimi del’AC


 
Sabato 30 ottobre, a Roma, ci sarà l’incontro nazionale per ragazzi e giovanissimi di Azione Cattolica. Per ricordare al meglio i più recenti precedenti di questo straordinario evento associativo abbiamo intervistato chi ne ha vissuti addirittura due: don Alberto, cappellano a Ceneda e Marta, l’attuale responsabile diocesana ACR.
 
QUAL’E’ IL TUO RICORDO DELL’INCONTRO DI ROMA 1991?
 
Alberto: sono passati molti anni, ho solo qualche flash: uno stadio Flaminio pieno, l’incontro con il Papa in piazza S.Pietro, il viaggio in pullman con cui sono sceso con gli altri ragazzi della diocesi. Il sabato mattina, allo stadio, avevano consegnato ad ognuno un cappellino a forma di bombetta, di vari colori. Il mio era rosso, lo conservo ancora!
 
Marta: Sicuramente per cominciare l’emozione del viaggio, l’ansia di arrivare, questo tragitto lunghissimo. Per me, però, è stato sopratutto un incontro speciale. Mentre ci trovavamo allo stadio Flaminio ad un certo punto Paolo (un animatore) mi chiamò, in insieme ad un altro ragazzino, e ci disse di andare con lui. Lo seguimmo senza sapere dove ci avrebbe portato. Ci condusse nella zona riservata, proprio davanti il palco. Ero molto contenta di poter assistere alla messa da quella posizione privilegiata, ma ad un certo punto Paolo aggiunse: “Sei pronta? Ora andrai a fare la comunione dal Papa.” Ancor oggi, ricordarlo, suscita in me una forte emozione.
 
HAI VISSUTO ANCHE L’INCONTRO DI LORETO NEL 2004, QUESTA VOLTA COME ESPERIENZA DI SERVIZIO!
 
Alberto: Beh..Loreto è stato molti anni dopo ed avevo già un’altra età. In quel occasione ho fatto da animatore alla festa dell’ACR allo stadio di Ancona. Mi ricordo che la festa si intitolava “Un Sì grande come una casa”. Proprio alla Santa casa di Loreto avevo anche curato l’animazione liturgica durante il pellegrinaggio della varie diocesi. E’ stata senza dubbio un’esperienza di apertura sia come giovane, insieme agli altri giovani della mia parrocchia, sia come seminarista.
 
Marta: Anche quella volta è stata una intensa emozione. Era anche una grande responsabilità perché accompagnavo un gruppo della mia parrocchia. Avevo voluto che altri ragazzi potessero vivere l’emozione che avevo vissuto io nel 1991. Noi animatori di Fontanelle siamo andati a suonare i campanelli per convincere i ragazzi; ero convinta che chi non fosse venuto avrebbe perso una grande possibilità. E’ stato molto bello vivere l’evento guardandolo attraverso gli occhi dei bambini. In particolare ho in mente due ragazzine che all’epoca avevano circa 6 anni. Hanno avuto il coraggio di staccarsi dai propri genitori e scorgere, poi, la meraviglia nei loro volti nel vedere tanta gente, soprattutto il Papa.
 
LA COSA PIU’ BELLA DEI RITROVI NAZIONALI?
 
Alberto:Sicuramente l’emozione che vivi, il respiro più grande di cui sei parte. La consapevolezza di godere qualcosa di straordinario, che si inserisce come un tassello, però, in un cammino.
M: Ti caricano di entusiasmo, ti fanno conoscere persone che vivono esperienze simili alla tua, ti spalancano gli occhi e la mente a un qualcosa di più grande che travalica i confini a cui sei abituato.
 
IL RISCHIO DI QUESTI GRANDI MANIFESTAZIONI E’ CHE L’ENTUSIASMO SCATURITO DALL’ECCEZIONALITA’, NON RIESCA A TRASMETTERE CONTENUTI. COSA NE PENSI?
 
Alberto: Questo è un rischio fisiologico. I contenuti passano non solo con i discorsi ma attraverso con uno stile, nel modo in cui le cose si dicono, come si organizza il tutto. Anche i momenti di svago e quelli informali comunicano. Prima e dopo l’evento si rielabora il vissuto, inserendolo in un cammino e questo fa si che esso non resti uno spot.
 
Marta: Queste esperienze possono darti una carica di entusiasmo tale che se uno non è pronto può essere addirittura dannosa, nel senso che uno si perde nel tentativo di ricercare qualcosa di altrettanto intenso nell’ordinario. Sono esperienze che lasciano il segno. Importante è saperle leggere, almeno per me è stato così. Sono divenute dei paletti nel mio cammino. Quando sono tornata ero carica di voglia di fare, di contagiare d’entusiasmo gli altri.
 
HANNO INFLUITO SULLE TUE SCELTE DI VITA QUESTO GENERE DI ESPERIENZE?
 
Alberto: Anche queste esperienze costruiscono la tua storia. Rafforzano e consolidano l’esistente o meglio il contesto in cui maturare le scelte. Sono sicuramente esperienze di Chiesa!
 
Marta: A di stanza di tempo realizzi che queste esperienze ti hanno formato. Ringrazio i miei genitori che mi hanno permesso e incoraggiato a viverle.
 
COSA DIRESTI AD UN ACIERRINO CHE SI STA PREPARANDO A VIVERE “C’E’ DI PIU’”?
 
Alberto:Sono certo che gli acierrini sanno già come vivere al meglio questi eventi e fare tesoro di tutto ciò che vedranno e ascolteranno.
 
Marta: Sono convinta che i loro educatori stiano facendo il percorso giusto per prepararli a questo evento.

 
Di Alessandro Corazza
L’Azione, 17 ottobre 2010