VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

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Lectio Divina
 

Lunedì 4 ottobre 2010:
San Francesco, Patrono d’Italia e dell’Azione Cattolica

Lectio Divita sul brano di riferimento per l’Anno Associativo 2010-2011
alle ore 20.30, a Cimetta di Codognè

 
Dopo il felice risultato dello scorso anno, viene riproposta la Lectio Divina sul tema che farà da filo rosso nel cammino formativo che si apre ora davanti: “Voi siete la luce del mondo”.
Guiderà l’incontro Don Andrea Dal Cin, Assistente diocesano dell’ACR.
 
 
DOWNLOAD:

“Ciao amico Papa!”


 

Si avvicina l’Incontro Nazionale del 30 ottobre a Roma,
dell’Azione Cattolica dei Ragazzi e dei Giovanissimi

 
Quanta gioia ci danno questi bambini, questi ragazzi, questi giovanissimi… e quanta gioia danno alle nostre comunità! Basta la loro presenza, il loro sorriso, il loro entusiasmo, la loro creatività. Possiamo dirlo chiaro e forte: i ragazzi e i giovanissimi di Ac hanno una marcia in più, aiutano tutti a guardare con fiducia al futuro, alimentano la speranza e la voglia di fare dei più grandi.
In fondo, sono questi i sentimenti con cui ci avviciniamo al 30 ottobre. La grande giornata di festa con il Santo Padre vuole essere, infatti, un immenso “grazie”. “Grazie” innanzitutto al Papa, che ancora una volta accoglie l’Ac in piazza San Pietro, ad esprimere un legame inscindibile, vero, solido. Già il 4 maggio 2008 Benedetto XVI ha incanalato profeticamente l’associazione sulla strada della santità feriale, e siamo certi che confermerà questo mandato anche a misura dei più piccoli. E l’altro “grazie” è proprio a loro, ai protagonisti, agli acierrini e ai giovanissimi, che accolgono giorno per giorno la coraggiosa proposta di incontrare il Signore, di far parte della Chiesa e della famiglia dell’Azione cattolica. A loro, che prendono sul serio il cammino di fede, che non si fermano davanti agli ostacoli, alle difficoltà, alle cadute. A loro, che sanno ancora ridere di gusto, che danno del “tu” a Dio in modo spontaneo e diretto, perché davvero, e non in modo artificioso, ne avvertono sulla pelle la paternità.
Il 30 ottobre è anche il “grazie” dell’Ac agli educatori. Adulti e giovani che spesso nel nascondimento scelgono di prestare, nelle parrocchie, il servizio più importante: quello per la crescita umana e spirituale delle persone. Mentre si affaccia il decennio che la Chiesa italiana dedicherà alla sfida educativa, proprio il lavoro generoso di tanti educatori laici rappresenta un patrimonio di esperienza e passione da cui si può e si deve ripartire.
E “grazie” anche ai sacerdoti, che affiancando con amore l’Azione cattolica sostengono il sogno di una santità a misura di tutti, e aiutano i laici a essere realmente corresponsabili nella Chiesa e nel mondo. Il 30 ottobre potranno avvertire in modo forte la fiducia e la stima che l’Ac nutre nei loro confronti e per l’opera immensa che svolgono a favore della vita degna di ogni figlio di Dio.
Una gratitudine tutta speciale l’Ac vorrà esprimerla per i nostri vescovi. In tantissimi saranno presenti intorno a Benedetto XVI, accompagnando le loro diocesi. Vivranno il 30 ottobre con noi anche il cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, e il segretario mons. Mariano Crociata. La loro presenza scalderà il cuore dei ragazzi, dei giovanissimi e dei tanti laici adulti e giovani presenti, che sentiranno ancora una volta l’abbraccio, la stima e l’incoraggiamento della Chiesa italiana.
E come dimenticare, in questo collettivo “grazie” del 30 ottobre, le famiglie, genitori, nonni, fratelli… Un “grazie” perché credono nella passione educativa dell’Azione cattolica, perché volentieri e con umiltà si fanno sostenere nel difficile compito di formare i figli alla bellissima sfida della vita. Anche la presenza delle famiglie all’incontro nazionale sarà un segno da cogliere per evidenziare la centralità del compito educativo per il futuro di tutti.
Sommessamente, l’immensa gratitudine con cui ci avviciniamo al 30 ottobre, non può non estendersi all’Azione cattolica. Siamo consapevoli del dono grande che ciascuno di noi, grande o piccolo, laico o assistente, ha avuto nell’incontrare questa «realtà di uomini che si vogliono bene», come la definiva Vittorio Bachelet. Desideriamo che l’incontro nazionale Acr e Giovanissimi sia una splendida occasione per prendere coscienza di una “famiglia associativa” che c’è, è presente, non è fumosa ma reale e concreta attraverso le persone che ne portano avanti il sogno prendendosi cura dell’altro.
E allora, il grande “grazie” del 30 ottobre attende solo di essere raccolto da tutti. Il programma dell’incontro mattutino con il Santo Padre è definito, e prevede una bellissima opportunità: saranno proprio gli acierrini e i giovanissimi a dialogare con Benedetto XVI, portandogli quelle domande che esprimono in pieno le ricchezze e le preoccupazioni della loro età. Anche le due feste del pomeriggio, rispettivamente in piazza di Siena per l’Acr e piazza del Popolo per i Giovanissimi, grazie al lavoro instancabile di tanti collaboratori e del personale dell’Ac, sono ormai ai dettagli finali, e prevedono la partecipazione di tanti ospiti e amici dell’associazione, personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, della musica.
Inoltre, chi resta a Roma domenica mattina 31 ottobre avrà la possibilità di partecipare alla celebrazione eucaristica che si terrà nella basilica di San Paolo fuori le mura. La celebrazione sarà trasmessa in diretta tv su Rai1, e tanti amici potranno unirsi da casa nella preghiera agli acierrini e ai giovanissimi. Tanti altri segni ci dicono che sarà un giorno indimenticabile: la presenza di ragazzi, giovanissimi e vescovi provenienti da diverse parti d’Europa e del mondo, le iniziative di solidarietà che saranno lanciate, i legami e i gemellaggi internazionali che saranno consolidati…
Tutto concorrerà a ricordare che “C’è di +” e che noi tutti “diventiamo grandi insieme”. Il sogno di chi da mesi lavora a questo appuntamento nazionale è uno, ed è semplice: che ciascuno lasci Roma con il cuore colmo di gioia, convinto e felice di aver incontrato il Signore, disposto a camminare ancora a lungo in compagnia della Chiesa e dell’Ac.

 
di Chiara, Marco, Mirko don Vito e don Dino
Sito Nazionale, 30 settembre 2010

Maria, modello di discepola


 

Sabato 25 settembre, con l’incontro unitario diocesano a Motta di Livenza,
l’AC diocesana apre il nuovo anno associativo sotto lo sguardo di Maria

 
Il brano evangelico di riferimento pensando a Maria come modello del credente è quello di Luca 1,26-38. L’ho ascoltato decine di volte ma continuano a stupirmi due aspetti che mi rivelano orizzonti esistenziali sempre nuovi. L’immediatezza di quel “” rappresenta la vetta cui tendere per diventare come lei e mi fa percepire la debolezza della mia volontà ma mi rincuora che prima dell’”Eccomi” ci fosse “A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto”: anche Maria ha provato la vertigine dello smarrimento di fronte ad una scelta di vita che l’avrebbe proiettata per sempre nella dimensione del non appartenere più a se stessa per essere la Madre di Colui che veniva a redimere il mondo. Il dubbio per un attimo adombra la sua mente “Come è possibile non conosco uomo” (Lc 1,35). Subito Maria passa dall’ascolto all’accoglienza (dal greco acuein, che significa ascoltare, derivano in italiano sia la parola ascoltare che la parola accogliere): la Parola ascoltata e accolta non ci lascia più come prima, ci mette in movimento. La giovane Maria ha una gioia grande che non può tenere per sé, con le ali nel cuore e ai piedi (“raggiunse in fretta una città di Giuda” ) va da Elisabetta che le dice “Beata colei che ha creduto”: Maria è sulla strada della realizzazione di sé (in ciò consiste la beatitudine) perché ha scoperto la sua vocazione, ha trovato posto nell’Amore di Dio e in esso si è abbandonata (questa è la Fede). Certo la strada verso la vita “piena” sarà per lei lastricata di momenti difficili come le preannuncerà di lì a poco Simeone (Lc2,35) ma nell’economia di Dio i limiti diventano risorse. Penso sempre, quando mi soffermo sul brano dell’Annunciazione, che quando ricevette questa “proposta di vita” Maria era anagraficamente giovanissima e non ha esitato a dire sì per sempre. Che stupenda icona per molti giovani d’oggi, per i quali il progetto della propria vita è la somma di una serie di contratti a tempo determinato, resi rescindibili dalla mancanza di affidamento a Colui che ci ha messi qui ed ora nel mondo, perché la nostra gioia sia piena.
I progetti che danno vita a “case sulla roccia” hanno però bisogno dei tempi intensi del discernimento e della preghiera: ed è ancora Maria l’icona di questo atteggiamento (Lc 2,19 “Maria… serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore“).
Anche Maria ha avuto i suoi momenti difficili nel seguire il Figlio: non deve essere stato facile sentirsi rispondere nel tempio di Gerusalemme “Perché mi cercavate?” o “Che ho da fare con te o donna” alle nozze di Cana, ma tutto si riassorbe in Mt 12,46-50 quando a coloro che gli riferiscono che sua madre e i suoi fratelli vogliono parlargli, Gesù risponde “Chiunque fa la volontà del Padre mio è per me fratello sorella e Madre”. Allora è ancora attraverso di lei che Gesù ci dice che “ciò che conta di più ” è fare la volontà di Dio che è praticamente una sola: che tutti gli uomini si sentano amati da Lui e che possano accogliere questo amore con una risposta d’amore. E in questo, al di là dei legami biologici, possiamo essere tutti padri madri fratelli e sorelle.

 
di Cinzia Merotto
L’Azione, domenica 26 settembre 2010

Un’estate sempre “IN ONDA” con l’Azione Cattolica…


 
Anche quest’estate Casa Cimacesta ha accolto un succedersi entusiasta di bambini, ragazzi e adulti, che la riempiono per una settimana che solitamente è molto difficile da dimenticare. La nostra parrocchia ha contribuito alla buona riuscita dell’avventura dei Campiscuola con davvero tanti animati e qualche coraggioso animatore (e una cuoca!). Sentiamo alcuni protagonisti che ci racconteranno come hanno vissuto il Campo, le loro impressioni, i momenti più belli e cosa è rimasto loro dell’esperienza ad Auronzo.
 
CAMPO 6-8 ANNI “Gesù: che storia!!”(8-15 LUGLIO):
 
ROBERTA E FABIO:
“Prima della partenza c’era parecchia preoccupazione tra noi animatori perchè era la prima volta che veniva proposto nella nostra Diocesi un Campo per bambini così piccoli, e quindi le incognite erano molte, come molta era la paura di non essere all’altezza della sfida. Sin da subito i nostri timori si sono disciolti quando abbiamo conosciuto i bambini che ci sono stati affidati. Sono stati una continua sorpresa per la loro capacità di calarsi con facilità nell’atmosfera di Cimacesta e di gestire al di là di ogni più rosea aspettativa il temutissimo fattore nostalgia. Il momento più bello è stato sicuramente la Domenica, nonostante il tempo piuttosto inclemente. Dopo il saluto ai genitori è stata una gioia grandissima vedere che nessun bambino era andato a casa e che i fisiologici pianti si sono asciugati presto a suon di canti e balli (grazie Shakira!). I momenti di preghiera e le celebrazioni liturgiche sono state rese difficile dal fatto che i bambini erano ancora digiuni di Sacramenti, ma abbiamo avuto comunque la sensazione di aver rappresentato, nel nostro piccolissimo, uno dei primi mattoncini della loro vita di fede. Di questa settimana portiamo con noi le bellissime famiglie che abbiamo avuto modo di conoscere Domenica, sono state davvero dei grandi esempi di quanto è importante avere alle spalle di un bambino genitori che si fanno autentici testimoni di Amore cristiano. Ma quello che ci rimarrà impresso più vividamente, ci scusiamo per la banalità, sono i sorrisi dei bambini, tanti, belli e indimenticabili. Siamo felicissimi di essere stati una sorta di pionieri della nostra AC e ci rallegra la certezza che quello che quest’estate è stato un esperimento (riuscitissimo) nei prossimi anni sarà una piacevole conferma.”

CAMPO ELEMENTARI “Giuseppe: una vita… da sogno” (10-17 GIUGNO):

 
CAMILLA:
“Nonostante due imprevisti, l’escursione alle Tre Cime che non siamo riusciti a completare per il ghiaccio e la neve che ancora erano accumulati sul sentiero e la febbre che mi ha un po’ debilitato negli ultimi due giorni, i momenti belli da raccontare non mancano. Quello più suggestivo ed emozionante è stato senza dubbio il Lunedì sera con la Veglia. Nel buio del salone a tutti i bambini è stato consegnato un lumino da accendere a turno attingendo dal cero, quando a ciascuno sembrava il momento opportuno. Successivamente è stato dato un pezzettino umido di creta, con cui ogni bambino ha plasmato, grazie alla luce del suo cerino, un vasetto di creta. Il sacerdote ha aiutato i bambini ha riflettere sul significato del loro gesto, che stava a simboleggiare il progetto che Dio ha per ciascuno di noi, il Supremo artigiano che plasma le nostre anime, composte della stessa sostanza, ma tutte diverse, proprio come i vasetti creati dai bambini. Del Campo mi rimane la gioia di aver accompagnato il gruppo di ragazzi che ho animato durante l’anno in parrocchia e la consapevolezza di aver stretto con loro un legame più saldo, avendo avuto modo di conoscerli in un altro lato della loro personalità. Non mi sarei aspettata infatti di vederli così calmi durante l’intero arco della settimana e partecipi a tutte le attività proposte. Un’altra preziosa eredità è il rapporto di amicizia con il gruppo educatori, che si è instaurata sin da subito, anche grazie alla poca differenza d’età che ci divideva, e che sta continuando anche dopo il ritorno. Ho avuto la fortuna di imparare tanto dall’assistente e dagli animatori più esperti, in particolar modo quanto sia importante creare all’interno di un cammino di gruppo dei momenti per la preghiera, che alcune volte si rischia erroneamente di considerare accessoria.”
 
CAMPO MEDIE “C’è Campo! In cammino con Santa Chiara d’Assisi” (1-8 Luglio)
 
CAMILLA:
“Anche in questo Campo l’escursione è stata senza dubbio memorabile, “grazie” alla pioggia torrenziale e alla grandine che hanno funestato il nostro ritorno dal rifugio “Città di Carpi”. Una delle attività che ha riscosso più successo è stata quella incentrata sulla santità che ci ha accompagnato durante l’ultima giornata. Dopo aver chiesto ai ragazzi che idea hanno dei Santi e che cosa vuol dire per loro essere Santi, a ciascuno è stata consegnata un’orma, sul cui retro dovevano appuntare le caratteristiche emerse dal Santo di cui a turno conosceva la biografia grazie ai diversi animatori. È stata una sorpresa conoscere persone, dalla vita apparentemente normale, ma resi speciali dal rapporto privilegiato con il Signore. La Domenica è stata una giornata molto intensa, che è stata impreziosita dalla visita del nostro Vescovo, che ha celebrato la Santa Messa al pomeriggio e si è dimostrato molto partecipe all’atmosfera del Campo. Un altro gradito ospite a sorpresa ci ha accompagnato nella giornata di Martedì mattina. Don Rino infatti è venuto a trovare i suoi parrocchiani e ad informarsi di come stavano vivendo quest’esperienza, aiutando gli altri sacerdoti presenti nelle confessioni. Su un pannello di compensato è stata disegnata una croce in cui ogni ragazzo prima di uscire per la confessione ha piantato un chiodo. Una volta che tutti si sono riconciliati con Dio i chiodi sono stati staccati, per simboleggiare i peccati che sono stati perdonati, anche se dentro di noi, come nel pannello, rimane il segno da loro lasciato, a monito di redenzione.
Rispetto al Campo Elementari ho fatto più fatica ad accompagnare i ragazzi sotto il punto di vista spirituale ed anche le riflessioni sono state più impegnative, e per questo più stimolanti e produttive. La condivisione sia nel mio gruppo che tra noi educatori ha reso questa settimana, già di per sé unica, davvero speciale.
 
CAMPO 14/15ENNI “Sete di sorgente” (22-29 Luglio)
 
ANNA:
Non è facile stilare l’”hit-parade” delle esperienze migliori vissute al Campo, infatti i momenti da ricordare sono stati numerosi in praticamente tutte le giornate. Tra le attività di svago mi sono piaciute in particolare la gara di ballo, che ha messo in luce abilità insospettabili da parte di animati e animatori, e i tornei sportivi, nei quali il mio gruppo, nonostante la mia assenza per un “piccolo” infortunio”, si è fatto valere alla grande. L’escursione a Prato Piazza è stata molto movimentata e il luogo era veramente incantevole, con la Croda Rossa d’Ampezzo a farci da sfondo. Molto bello anche il film, “Freedom Writers”, che racconta senza ipocrisie o facili sentimentalismi, la storia vera di una giovane insegnante che riesce, contro tutto e tutti, a fare della sua classe, multirazziale e perennemente in lotta tra le sue diverse componenti etniche, un modello di integrazione in una parte d’America che conosceva solo la legge della violenza. Un momento molto intenso è stata la Veglia che abbiamo svolto metà all’esterno, attorno al fuoco, tra canti e letture bibliche e metà in salone in Adorazione del Santissimo. La serata finale, che è iniziata con la pizza, fatta da alcuni animati con l’aiuto degli animatori, è stata fantastica. Scenette, giochi, canti, balli, interamente preparati da noi animati hanno allietato il nostro addio, anzi arrivederci, al Campo. C’è stato anche lo spazio per la commozione durante lo scambio di regalini di ogni gruppo con il proprio animatore. Tornata a casa mi sono rimaste nel cuore alcune forti testimonianze di vita e di fede, con cui abbiamo avuto modo di confrontarci nel corso della giornata di Lunedì, che mi hanno fatto riflettere su quanto troppo spesso viviamo in maniera superficiale, senza dare il giusto peso a ciò che ci circonda. Spero che la sete della vera sorgente che assistente ed educatori hanno cercato di trasmetterci in questa settimana possa rimanere come stimolo alla riflessione ed alla preghiera.
 
CAMPO 18ENNI “Viaggio verso la vera felicità” (22-30 Luglio, Casa Sacile)
 
ROBERTA:
“ L’escursione, per la sua idilliaca cornice atmosferica e paesaggistica e l’attività del del deserto, per la sua capacità di stimolare l’introspezione e di portarla verso zone della nostra anima che spesso a casa trascuriamo, sono stati due esperienze davvero significativi. Ma i momenti che ricorderò con più piacere sono quelli trascorsi nelle attività con il mio gruppo. Diversamente da quando eravamo tutti insieme, quando eravamo nei vari gruppi tutti riuscivano ad esprimersi, a raccontare il proprio passato, a condividere i propri pensieri aiutando noi stessi e gli altri nel crescere. In questo campo ho capito che per raggiungere la vera felicità ci sono molte strade, ma c’è n’è una che è molto più insidiosa delle altre e che noi, di solito, preferiamo evitare. La strada dell’auto accettazione è fondamentale per arrivare alla felicità, non alla felicità intesa come stato d’animo, che è apparente e illusoria, ma a quella intesa come condizione che è duratura e indistruttibile. Un’altra cosa che ho capito è che devo riuscire a ritagliare più spazi per la riflessione personale: non solo per pensare a ciò che accade nella vita di tutti i giorni, ma per riflettere su tematiche più complesse come il rapporto che c’è tra me e Dio e in cosa si basano i legami con gli altri in modo tale di andare sempre più in profondità.
Grazie a questa settimana sono cresciuta molto e, oltre a tanti nuovi amici, sono tornata piena di gioia da condividere anche con gli altri.”
 
Con il mese di Ottobre riprendono anche le attività di ACR e ACG, con rinnovato entusiasmo gli educatori sono pronti a riprendere il cammino iniziato in questi anni con i “vecchi” animati e a conoscere tanti (speriamo!!) nuovi amici.
 
 

Azione Cattolica: si riparte…


 

2010 – 2011 anno straordinario nell’ordinario

 
A guardare la locandina quella lunga fila di date sembra ieri quando a Cimacesta è partito il primo campo con i bambini delle elementari. Nella realtà domenica scorsa, dopo tre mesi ricchi ed intensi a scandire il “Tempo Estate Eccezionale”, tra gli sguardi attoniti e un po’ tristi per chi viveva questo momento per la prima volta, abbiamo ammainato la bandiera, riposto il tutto, rinforzato il tetto in vista della neve preparando così la casa per il lungo inverno di Auronzo.
La strada si apre ora su un nuovo anno che provoca ciascuno ad un cammino di formazione per essere e diventare sempre più riflesso di Cristo “Luce del mondo”. Nella due giorni responsabili di metà agosto, ci siamo allenati ad essere “laici nella Chiesa e cristiani nel mondo”, nell’ultimo CampAnAC a “crescere insieme” rivalutando e ripensando al valore dell’esperienza del gruppo condividendo un percorso di formazione.
L’Incontro Unitario del 25 settembre a Motta di Livenza inaugurerà, sotto la protezione di Maria, Madonna dei Miracoli, il cammino ordinario e straordinario che l’Ac è chiamata quest’anno a percorrere.
Il cammino ordinario offrirà agli aderenti e ai gruppi gli incontri settimanali nelle parrocchie con i tempi scanditi dall’anno liturgico, gli esercizi spirituali per le diverse età, le feste, gli incontri diocesani di formazione per adulti e Red, la giornata dell’Adesione e tanti altri appuntamenti in calendario.
Il cammino di questo anno 2010-2011 avrà però anche due percorsi straordinari: il primo vedrà bambini, ragazzi e giovani convenire a Roma per un grande incontro nazionale “C’è di +, diventiamo grandi insieme” . Nella capitale, il 29-30- 31 ottobre ci saranno solo una parte dei tanti ragazzi e giovani della nostra diocesi (oltre 150!), ma, siamo certi, sapranno tornare da questa esperienza contagiando di gioia quanti sono rimasti a casa.
La straordinarietà del secondo percorso riguarda il “cammino assembleare”, cioè il rinnovo dei responsabili associativi dell’associazione a tutti i livelli, parrocchiale, foraniale, diocesano. In vista della XIV Assemblea elettiva del 27 febbraio 2010, l’Ac diocesana è chiamata a rimotivarsi e a rinnovare l’impegno missionario a servizio degli aderenti, dell’intera Chiesa diocesana e degli uomini e donne di questo nostro tempo, certa che davvero “la vita quotidiana reclama risposte” (dal messaggio dell’AC nazionale – Ancona 10-12 settembre 2010)
Un’attenzione particolare, dopo il positiva risposta dell’anno scorso, verrà data al tema della cura educativa. Il percorso “Chi ama educa” prenderà lo spunto dagli Orientamenti decennali della Chiesa Italiana. “In questo contesto, la speranza, le speranze vanno ostinatamente cercate nei segni buoni dei territori, nelle donne e negli uomini di buona volontà che, nella costanza e nell’ombra, continuano a servire le persone e le città “nonostante” il terreno poco fertile. È questa realtà che l’Ac vuole continuare a mostrare, in particolare la realtà di chi, nella crisi educativa, continua ad accompagnare gratuitamente le persone nella vita e nella fede. Sacerdoti, laici adulti e giovani, genitori, insegnanti, che vedono nella vita degna delle persone l’investimento più importante per il Paese. Riteniamo infatti che un ampio e condiviso sforzo educativo possa rappresentare la risposta più radicata a molti dei problemi del Paese” . (dal messaggio dell’AC nazionale – Ancona 10-12 settembre 2010)

 
di Diego Grando
L’Azione, domenica 19 settembre 2010

 

Anno Associativo 2010-2011
Calendario degli incontri del Consiglio Diocesano

 

  • Venerdì 17 settembre 2010 (Cimetta di Codognè, ore 20.30)
    (O.d.g.: Approvazione del Regolamento diocesano 2011-2014; adesione: approvazione quote 2010-2011; programma attività 2010-2011; Incontro Nazionale “C’è di +” )
  •  

  • Lunedì 22 novembre 2010 (Cimavilla di Codognè, ore 20.30)
    (O.d.g.: Verifica attività e incontri dei primi mesi dell’anno associativo 2010-2011; approvazione del Bilancio 2009-2010; lavoro di gruppo in vista della Bozza del documento programmatico 2011-2014)
  •  

  • Giovedì 17 febbraio 2011 (Cimavilla di Codognè, ore 20.30)
    (O.d.g.: XIV Assemblea Elettiva Diocesana e Calendario Campi)
  •  

  • Giovedì 10 marzo 2011 (Cimavilla di Codognè, ore 20.30)
    (O.d.g.: Presentazione del nuovo Consiglio diocesano; nomina dei delegati all’assemblea nazionale dell’7-8 maggio a Roma; designazione della terna di nomi per la nomina del Presidente diocesano da presentare al Vescovo)
  •  

  • Sabato 19 marzo 2011 (Cimavilla di Codognè, ore 15.00)
    (O.d.g.: Designazione dei membri della nuova Presidenza.)
  •  

  • Martedì 14 giugno 2011 (Cimavilla di Codognè, ore 20.30)
    (O.d.g.: Presentazione del cammino in preparazione e del Convegno diocesano del marzo 2012; nomina del segretario e dell’amministratore diocesano; approvazione di integrazioni del documento programmatico suggerite in assemblea; notizie dai settori; varie ed eventuali)

 

C’è di più… Diventiamo grandi insieme!
Incontro ACR-Issimi, Roma, 29-31 ottobre 2010


 
Ancora posti per l’incontro Nazionale per ragazzi dell’ACR, Giovanissimi e 18enni. E’ possibile iscriversi presso i responsabili parrocchiali… Tutte le informazioni sono a disposizioni sul sito oppure telefonando al centro diocesano dell’Azione Cattolica.
 
…è l’impegno per ciascuno a crescere insieme a Gesù e con gli altri, nella direzione della santità.
 
…è l’Incontro nazionale dei bambini e ragazzi dell’ACR e dei giovanissimi del 30 ottobre 2010, momento importante nel percorso della vita di tutta l’Azione Cattolica e ponte e passaggio verso l’anno associativo 2010/2011, ultimo di un triennio particolarmente caratterizzato dall’orizzonte della santità, della cura educativa e della passione per il bene comune. In particolare l’anno 2010/2011 pone l’accento sulla capacità e sulla possibilità dei più piccoli di essere davvero protagonisti della vita della Chiesa e del mondo, chiamati a portare il loro originalissimo contributo.
L’appuntamento prende quindi forma a partire da un’attenzione al coinvolgimento in prima persona di tutti, in particolare dei bambini, dei ragazzi e dei giovanissimi, perché si sentano sempre più partecipi e parte viva e creativa della comunità cristiana e civile. Nel ritrovarsi insieme si fanno compagni di strada, attenti all’invito di Gesù a essere “sale della terra e luce del mondo”, per condividere e realizzare insieme un progetto per il quale hanno da dire e da dare. In questo percorso sono pienamente coinvolti giovani e adulti,
chiamati ad uno stile educativo capace di accompagnare e di essere sempre più segno di una storia viva. Raccontare e trasmettere la storia di cui si è eredi e protagonisti, prendendosi a cuore a vicenda e spendendosi l’uno per l’altro, rende possibile l’incontro tra generazioni e l’edificazione insieme di una casa e di un mondo capace di riflettere la bellezza e la pienezza di Cristo.
 

PROGRAMMA:

 
VENERDI’ 29 OTTOBRE

  • Partenza: ore 13.30 da Oderzo Foro Boario
  • ore 14.00 da Conegliano Piazzale di Via Filzi, davanti al Palasport
  • Cena al sacco: ognuno provvederà personalmente
  • Ore 22.00 circa: arrivo e sistemazione a Roma

SABATO 30 OTTOBRE

  • La Festa inizierà in Piazza San Pietro tutti insieme, ragazzi e giovanissimi, alle ore 9.30 per concludersi verso le 17.30 in Villa Borghese per l’Acr, mentre i Giovanissimi – 18 enni si ritroveranno in Piazza del Popolo.
  • Pranzo
  • Cena in albergo

DOMENICA 31 OTTOBRE

  • S. Messa.
  • Breve visita a Roma.
  • Ore 13.00 circa: pranzo.
  • L’orario del rientro è previsto per le ore 22.00

 

IMPORTANTE

La partecipazione è aperta a tutti i ragazzi dell’acr (dalla prima elementare alla terza media) e ai giovanissimi e 18 enni (dalla prima alla quinta superiore).
Ogni gruppo parrocchiale dovrà avere almeno un accompagnatore maggiorenne (educatore o genitore) ogni 5 – 8 ragazzi iscritti.
 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

€ 190,00 a persona (+ € 4,00 per i non tesserati)
La quota comprende il viaggio, la sistemazione in una struttura semi-alberghiera per il pernottamento, i pranzi e una cena.
E’ esclusa la cena del venerdì per la quale ognuno provvederà per sé.
Nel caso di partecipazione di fratelli, sarà applicato uno sconto di € 25,00 sulla quota.
 

ISCRIZIONI

Le iscrizioni sono aperte da subito fino ad esaurimento dei posti e saranno valide compilando l’apposito modulo e versando € 50,00 di caparra.
E’ opportuno che le iscrizioni siano raccolte e consegnate all’animatore o ad un responsabile parrocchiale. Il saldo va versato entro il 1° ottobre in Ufficio Diocesano.
 
ATTENZIONE: altri 100 posti… visto l’esaurimento salgono a 250 i posti a disposizione per l’appuntamento nazionale. Affrettate le iscrizioni!!!

La vita quotidiana reclama risposte


 

Messaggio dell’Azione cattolica italiana
nell’ambito del Convegno dei presidenti e degli assistenti diocesani
Ancona, 10/12 settembre

 
Nell’ambito del convegno dei presidenti e degli assistenti diocesani intitolato “Eucarestia e vita quotidiana”, in svolgimento significativamente ad Ancona, sede del prossimo Convegno eucaristico nazionale, l’Azione cattolica italiana desidera proporre una breve riflessione perché la ripresa di settembre coincida con una radicale e nuova attenzione ai problemi reali e concreti che gli italiani vivono ogni giorno, nella vita feriale.
È stata decisamente una brutta estate per la politica italiana e per il Paese: veleni e sospetti, dossier e insinuazioni, spesso incomprensibili ai più, hanno alimentato le pagine dei giornali e hanno portato a ipotizzare le elezioni anticipate. C’è chi ha parlato di “morte della politica” e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto per richiamare tutti alla responsabilità. Le polemiche partitiche, per toni e modalità, sono spesso sfociate in una rissa verbale, lontana anni luce dalle preoccupazioni e dalle speranze degli italiani.
Tali polemiche sono state assecondate, quasi con avidità, dalla stampa italiana, che, a parte lodevoli eccezioni, le hanno poste in cima all’agenda, relegando in secondo piano la crisi occupazionale, le migliaia di morti per catastrofi naturali in India, Pakistan e Russia, i continui agguati in Afghanistan. Inoltre, ancora una volta, dopo quanto accaduto l’anno scorso, alcuni media hanno imboccato la strada della “campagna” contro “avversari politici”. Non si esclude che il risultato possa essere un ennesimo ritorno alle urne, che come unico significato certo ha la cronica difficoltà dell’attuale classe dirigente – presa nella sua interezza, guardando non solo alla politica – di governare un Paese dalle infinite risorse umane, culturali e ambientali, ma anche dalle molte contraddizioni interne al corpo sociale.
Tra nuovi e vecchi fenomeni corruttivi, ipotesi giudiziarie sulla presenza di logge segrete, insulti tra leader e, infine, le umilianti provocazioni di Gheddafi, sulle quali ci saremmo attesi prese di distanza più decise e rigorose, la classe dirigente rischia ancora una volta di dimenticare l’essenziale: la ripresa del mercato del lavoro, al momento immobile e penalizzante per i giovani, il sostegno alle famiglie, specie quelle più numerose, le riforme istituzionali, la tutela dei più deboli nel Paese e nel mondo, la promozione dell’integrazione tra italiani e stranieri – e in proposito come non guardare con preoccupazione ai fatti francesi e alla decisione del presidente Sarkozy di allontanare i rom -, l’attenzione alle povertà globali e all’ambiente. L’Ac, in questo senso, auspica che la prossima Settimana sociale dei cattolici italiani, che si terrà a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre, sia una boccata d’ossigeno, un momento di respiro per rilanciare l’impegno a favore del bene comune, contro ogni disfattismo e in nome della speranza che muove i credenti.
Le battaglie partitiche hanno inesorabilmente oscurato, solo per citare alcuni fatti concreti, la manovra finanziaria, la discussione sul federalismo, il primo “si” del Senato alla riforma dell’università. Così l’opinione pubblica non ha ancora avuto modo di comprendere sino in fondo gli impatti della manovra sui servizi sociali, le prime ipotesi operative del federalismo, gli elementi fondamentali del testo presentato a palazzo Madama dal ministro dell’Istruzione. Temi essenziali, messi nell’angolo dalle prime pagine, dedicate invece a rivalità personali, a conflitti espliciti e striscianti tra personalità che ricoprono incarichi pubblici cruciali. Atteggiamenti che si assommano e aggravano quella questione morale che l’Ac aveva già denunciato l’anno scorso e che quest’anno riemerge in forma ancora più acuta da numerose inchieste in diverse procure italiane. I processi non sono iniziati, ma ancora una volta rileviamo che alcune condotte personali – a prescindere che abbiano rilevanza penale – appaiono riprovevoli perché evidenziano scarso senso istituzionale, incuria del bene comune, uso privatistico di funzioni pubbliche o comunque socialmente rilevanti. Nell’omelia dello scorso 10 agosto, in occasione della festa di san Lorenzo, il cardinale presidente della Cei Angelo Bagnasco ha ricordato che «alla radice di tanti mali e di tante povertà vi è il “sottosviluppo morale”, e per questo la Chiesa non cessa di servire il mondo, nella persona amata dei poveri e nella figura delle istituzioni che presiedono il bene comune, anche con il richiamo alla dimensione etica della vita personale e sociale».
Tra le priorità, questo settembre ne propone una più delle altre: il lavoro. I dati statistici non smettono di fotografare giovani in ginocchio tra disoccupazione e precarietà selvaggia. Solo pochi giorni fa l’Istat confermava che oltre un giovane su quattro in Italia è disoccupato. Su questo l’Ac sente di dover interpellare la classe dirigente: cosa si può fare ora per aprire il mercato dell’occupazione? E quali strade di medio periodo perché un impiego non sia sempre sotto l’ombra inquietante della precarietà senza tutele? Appare necessaria una verifica oggettiva delle politiche del lavoro sinora adottate, rese tra l’altro incomplete dall’assenza di un moderno sistema di welfare. Allo stesso modo sembrano necessari investimenti per la formazione dei giovani non disgiunti da un organico progetto educativo. Il presidente Napolitano ha ribadito che «è venuto il momento che l’Italia si dia una seria politica industriale nel quadro europeo, abbiamo bisogno di questo per l’occupazione e per i giovani che oggi sono per noi il motivo principale di preoccupazione». L’attenzione al lavoro appare essenziale anche alla luce dei casi di conflitto tra grandi aziende, sindacati e singoli operai, sfociati anche in inaccettabili atti di violenza, segno di un clima complessivo di tensione che ha bisogno di essere regolato e governato.
E ancora, come riconoscere concretamente nelle politiche ordinarie il ruolo essenziale di ammortizzatore sociale che stanno svolgendo le famiglie italiane? Come sostenere il futuro dei nuclei più numerosi, che, scommettendo sulla vita, hanno scommesso sul domani di questo Paese? L’Italia destina alle famiglie risorse insufficienti, inferiori al resto d’Europa, e nonostante si accenni da anni a forme di sostegno più forti – quali il quoziente familiare – sinora non si è passato a nulla di concreto.
In questo contesto, la speranza, le speranze vanno ostinatamente cercate nei segni buoni dei territori, nelle donne e negli uomini di buona volontà che, nella costanza e nell’ombra, continuano a servire le persone e le città “nonostante” il terreno poco fertile. È questa realtà che l’Ac vuole continuare a mostrare, in particolare la realtà di chi, nella crisi educativa, continua ad accompagnare gratuitamente le persone nella vita e nella fede. Sacerdoti, laici adulti e giovani, genitori, insegnanti, che vedono nella vita degna delle persone l’investimento più importante per il Paese. Per questo motivo, l’Azione cattolica attende con fiducia la pubblicazione degli Orientamenti decennali dei vescovi italiani, dedicati al tema dell’educazione. Riteniamo infatti che un ampio e condiviso sforzo educativo possa rappresentare la risposta più radicata a molti dei problemi del Paese.
Come associazione di laici impegnati anche nella vita della nostra nazione, continuiamo inoltre ad accogliere il monito che Benedetto XVI ha lanciato già nel 2008 da Cagliari sull’urgenza di lavorare alla formazione di una nuova generazione di uomini e di donne credenti, capaci di assumere responsabilità pubbliche nella vita civile e dunque anche nella vita politica. Richiamo che il Papa ha ripetuto poi a Viterbo l’anno scorso e che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha voluto evidenziare nella sua prolusione al Consiglio permanente del 22 marzo scorso.
Le speranze che ostinatamente cerchiamo, lo ricordiamo per inciso, rischiano di non avere più narratori. In virtù del decreto ministeriale che cancella le tariffe postali agevolate, l’intera stampa del terzo settore e dell’associazionismo laico e cattolico, in gran parte gratuita e alternativa, rischia di essere eliminata. Un fatto denunciato, nell’intera estate, solo da «Avvenire», e al quale non si è posto adeguato rimedio.

 
Ancona, 10-12 settembre,
Messaggio dell’Azione cattolica italiana

Chiamati ad essere luce


 

Riflessione dell’assistente unitario
all’inizio del nuovo anno associativo

 
Un nuovo anno associativo che inizia. Mesi di “Tempo Estate Eccezionale” che si concludono.
Un “CampAnAc” (Campo Animatori di Azione Cattolica) in fase di attuazione, ad un mese appena dal “Week-end Responsabili” di AC. E poi, via con l’Incontro unitario di fine settembre a Motta di Livenza, in compagnia di Maria, Madonna dei Miracoli, per dare origine, ancora una volta, ad un nuovo “miracolo” nella nostra Chiesa di Vittorio Veneto: il miracolo, meravigliosamente rappresentato da uomini e donne che continuano a cercare; di credenti, battezzati, che, instancabilmente, continuano ad entrare dentro ai varchi della loro quotidiana esistenza. E lì vi rimangono. Fedeli al Vangelo, all’uomo, alla Vita, dal suo luminoso sorgere al suo vespertino tramonto.
Voi siete la luce del mondo. Non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt, 5, 14-16).

Sì, è vero! Chi, raggiunto dalla chiamata di Gesù, si muove al suo seguito, cerca, esplora, scandaglia, investiga. Sta dietro a Lui ed è luce. E’ riflesso della Luce.
Gli attori protagonisti di questa “missione di Luce”: il primo è lo Spirito Santo. Egli tocca direttamente il cuore dell’uomo che cerca, e che cercando illumina.
C’è un luogo del cuore dove lo Spirito ci tocca, ci trasforma. Bisogna lasciarlo operare. Bisogna fargli spazio dentro. Non possiamo permettere a questo Ospite così discreto e silenzioso di oziare in noi solamente perché noi dobbiamo/vogliamo fare e soprattutto “strafare”, sconfinando “a vuoto” e creando, di noi stessi, dei “vuoti a perdere”. Entriamo in un vicolo cieco. E la luce si spegne.
Il secondo attore siamo noi. Noi che “cerchiamo” di essere luce lungo un cammino che certamente ci trasformerà. Ci potranno essere delle ripetitività lungo questa percorso. Ripetitività rispetto a quanto abbiamo già fatto o tentato di fare dentro qualche esperienza che riteniamo già ben collaudata. Qualche volta saremo entusiasti, qualche altra volta stanchi; qualche volta amareggiati o addirittura frustrati; qualche volta più speranzosi o ottimisti.
Anche quando tutto attorno a noi sembra essere svuotato di senso; quando le persone sembrano esserci vicine solamente per opportunità o poco più; quando l’essere disponibili ed accoglienti ci costa oltre modo fatica per delusioni accumulate e gratificazioni non ricevute; la perseveranza non deve cedere il passo alla stanchezza, né il dubbio e l’amarezza debbono avere la meglio sulla fiducia e sulla gioia di una vita vissuta all’insegna della gratuità e dell’amore offerto e donato.
L’obiettivo di ciascuno di noi che “cerchiamo” di essere luce è quello di continuare a lavorare con tutte le nostre forze per umanizzare il mondo nel quale viviamo, per renderlo davvero più giusto, più umano, più ricco della presenza di Dio, in tutti gli ambienti di vita, soprattutto in quelli più “costitutivamente” sensibili e nello stesso tempo più densi di criticità e vulnerabilità; e sono, lo sappiamo, gli ambienti dell’educazione e della formazione al dono e alla scoperta della vita, quali la famiglia e la scuola.
Come entro in quest’anno associativo? Stanco, frustrato, contento, speranzoso, ottimista, tentato? Entro desideroso di uscirne comunque certamente rinnovato, con una forza singolare, con una luce insolita, con un coraggio inedito?
Entro, e prego: “Guidami tu, candida luce, in mezzo alle tenebre: guidami innanzi. La notte è cupa e io sono lontano da casa. T’invoco, guidami! Veglia sul mio cammino. Non chiedo di vedere l’orizzonte lontano, un solo passo mi basta” (J. Newman).

 
di don Luigino Zago
L’Azione, domenica 12 settembre 2010