VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

maggio 2010
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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Da lunedì 6 maggio sono aperte le iscrizioni ai campi per quanti, ragazzi, giovani ed adulti non iscritti all'Azione Cattolica, desiderano parteciparvi. Per info: Ufficio diocesano 0438/940374, sito www.acvittorioveneto.it.

Apertura di Casa Cimacesta
Casa Cimacesta, in vista dell'ormai vicino inizio dei campi scuola, ha bisogno di un accurato riordino delle villette e degli spazi esterni. Chiediamo di dedicare uno dei prossimi fine settimana a chi, conoscendo la realtà della Casa e condividendone lo scopo, desidera partecipare ai lavori di apertura, segnalando la propria disponibilità in Ufficio diocesano (0438/940374). La proposta potrebbe essere un'opportunità, per i gruppi 18enni e giovani, di condivisione di una giornata nel servizio. Questi i fine settimana: 25-26 maggio; 1-2 giugno; 8-9 giugno.

Incontro di spiritualità adulti e terza età
Terzo appuntamento di spiritualità in programma per sabato 25 maggio a Motta di Livenza, Basilica della Madonna dei Miracoli. Dopo l'accoglienza iniziale, alle 9.30 santa Messa cui seguirà la riflessione sul tema :"Di generazione in generazione... Maria madre della vita". Ci sarà poi uno spazio adeguato per le confessioni; le conclusioni intorno alle 12.15. Per iscrizioni ed informazioni: Ufficio diocesano AC 0438/940374.

Gli adultissimi incontrano Papa Francesco Anche un gruppo di adultissimi della nostra diocesi partecipa all'incontro con Papa Francesco mercoledì 29 maggio, in Piazza San Pietro. Il programma prevede poi la celebrazione della Santa Messa in Basilica con il cardinale Angelo Comastri, cui seguiranno le testimonianze di adulti, nonni e nipoti dell'Ac.

EVENTI

Festa Unitaria 2019 - Sapore di Sale Incontro Nazionale Adultissimi - Di Generazione In Generazione Estate Eccezionale 2019 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

Tre nuovi sacerdoti
per la nostra diocesi di Vittorio V.to

domenica 30 maggio, Vittorio Veneto, Cattedrale, ordinazione sacerdotale “

 
La nostra preghiera e il nostro augurio per il ministero pastorale di don Riccardo Meneghel, don Marco Favret, don Marco Dal Magro. E’ una gioia grande quella che condividiamo nella nostra Chiesa. Il Signore ci ha donato tre nuovi sacerdoti. Ci stringiamo a loro con simpatia e affetto e per loro preghiamo. Siano preti innamorati ogni giorno di più di Cristo e del vangelo, pastori tra la gente e per la gente. Il Signore che li ha chiamati ad essere “pastori della sua messe” accompagni e sostenga i loro passi e riempia della Sua Carità i loro cuori.

 
la Presidenza Diocesana
lunedì 31 maggio 2010

Il Papa ai vescovi:
«Risvegliamo la passione educativa»


 
Risvegliare nelle comunità cristiane la «passione educativa». Lo ha chiesto oggi Benedetto XVI ai vescovi italiani incontrandoli nella aula sinodale in Vaticano dove sono riuniti per l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Il Papa ha sottolineato, andando a braccio, che sono due le sfide culturali di fronte alle quali si pongono oggi gli educatori. La prima è «la falsa idea di autonomia di se stessi» che si registra soprattutto nelle nuove generazioni quando invece è «essenziale» per la persona umana diventare se stessi in relazione al «tu e al noi».
L’uomo, infatti, ha proseguito Benedetto XVI, «è creato per il dialogo» e «solo l’incontro con il Tu e il noi apre l’io a se stesso». L’altra sfida è «lo scetticismo e il relativismo». Educare, ha detto oggi il Papa, non è «imporre» ma «aprire» la persona «al Tu di Dio». «Pur consapevoli del peso di queste difficoltà – ha concluso il Santo Padre -, non possiamo cedere alla sfiducia e alla rassegnazione. Educare non è mai stato facile, ma non dobbiamo arrenderci». «Risvegliamo piuttosto nelle nostre comunità quella passione educativa», che non si risolve in una didattica». «Educare è formare le nuove generazioni, perché sappiano entrare in rapporto con il mondo, forti di una memoria significativa».
«Non perdere mai la fiducia nei giovani». E’ l’altra indicazione data oggi ai vescovi italiani da papa Benedetto XVI, parlando loro del tema dell’eduzione. «La sete che i giovani portano nel cuore – ha detto il Papa – è una domanda di significato e di rapporti umani autentici, che aiutino a non sentirsi soli davanti alle sfide della vita».
I giovani hanno bisogno di «una compagnia sicura e affidabile, che si accosta a ciascuno con delicatezza e rispetto, proponendo valori saldi a partire dai quali crescere verso traguardi alti, ma raggiungibili».
Ecco perché la proposta cristiana passa «attraverso relazioni di vicinanza, lealtà e fiducia». Il papa ha quindi incoraggiato i presuli ad andare «incontro» ai giovani, «a frequentarne gli ambienti di vita, compreso quello costituito dalle nuove tecnologie di comunicazione, che ormai permeano la cultura in ogni sua espressione. Non si tratta di adeguare il Vangelo al mondo – ha detto il Papa -, ma di attingere dal Vangelo quella perenne novità, che consente in ogni tempo di trovare le forme adatte per annunciare la Parola che non passa, fecondando e servendo l’umana esistenza».
«La volontà di promuovere una rinnovata stagione di evangelizzazione non nasconde le ferite da cui la comunità ecclesiale è segnata, per la debolezza e il peccato di alcuni suoi membri», ha detto il papa. «Questa umile e dolorosa ammissione – ha proseguito – non deve, però, far dimenticare il servizio gratuito e appassionato di tanti credenti, a partire dai sacerdoti». Secondo il Pontefice, «l’anno speciale a loro dedicato ha voluto costituire un’opportunità per promuoverne il rinnovamento interiore, quale condizione per un più incisivo impegno evangelico e ministeriale».
Nel contempo, ha proseguito, «ci aiuta anche a riconoscere la testimonianza di santità di quanti
– sull’esempio del Curato d’Ars – si spendono senza riserve per educare alla speranza, alla fede e alla carità». In questa luce, ha aggiunto il Papa, «ciò che è motivo di scandalo, deve tradursi per noi in richiamo a un profondo bisogno di ri-imparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, dall’altra la necessità della giustizia».

 
Avvenire, venerdì 27 maggio 2010

Un prete, un padre (ateo)
e quel figlio abortito e mai morto


 

L’indimenticabile, la profondità della coscienza in un incontro inatteso

 
È un uomo sulla quarantina, elegante e triste. Mi accorgo che desidera parlarmi e lo incoraggio, salutandolo per primo. «Posso?», chiede gentilmente mettendosi al mio fianco. «Le dico subito, reverendo, che sono ateo. La fede non esercita alcun fascino su di me. Vorrei chiederle un consiglio per un dramma che mi porto dentro e di cui non riesco a liberarmi. Si tratta di un aborto, effettuato dalla mia ragazza con il mio consenso, quindici anni fa. Ci sembrò, allora, l’unica cosa logica da fare per una gravidanza non voluta. A dire il vero non ci pesò granché. In seguito ci lasciammo. Oggi sono padre di due splendidi bambini avuti dalla mia attuale moglie. Il pensiero di quel bimbo che non facemmo nascere, però, mi perseguita.
Come un fantasma si presenta ogniqualvolta accarezzo e gioco con i miei piccini. Cosa posso fare per quel figlio che non volemmo accogliere?».
Sono preso alla sprovvista. Non pensavo che questo distinto signore volesse parlarmi di un vecchio aborto procurato. Passeggiando, ci dirigiamo verso la campagna. Non capisco perché si rivolga a un prete un uomo che dice di non credere. L’onestà mi obbliga a non fare sconti, a costo di essere spietato; e la carità mi chiede di aiutarlo a ritrovare la serenità perduta.
«Non le nascondo che mi trova impreparato – spiego –. Se fosse un credente le direi che Dio conosce il suo dolore e le offre il perdono; che Gesù ha promesso agli uomini – anche al suo bambino – la vita eterna; che un giorno lo ritroverà nel cielo dove fu accolto nel momento del rifiuto. Le direi anche che la persona con cui parla stamattina, un semplice prete, porta in sé un potere immenso, smisurato, incredibile, che potrebbe darle tanta pace. Parlo della confessione: un balsamo potentissimo che lenisce le ferite più nascoste e dona la certezza che Dio ha perdonato il peccato commesso. Potrei dirle ancora tante cose. Lei, però, non crede, e io non so trovare parole di conforto senza rischiare di essere banale. Il suo cuore lacerato è un cuore nobile se ancora piange per un aborto di tanti anni fa. Le potrei consigliare di fare volontariato a favore della vita nascente, o impegnarsi nelle adozioni a distanza per aiutare i piccoli africani a non emigrare. Potrei anche invitarla a donare qualche ora della sua giornata ai bambini più sfortunati della mia parrocchia. Codesti rimedi le darebbero un po’ di sollievo.
Ma lei mi chiede cosa si può fare per quel bambino abortito, per quel figlio trascinato via senza il suo consenso. Lei vuol mettere a tacere la vocina fastidiosa che la inquieta quando accarezza i suoi figlioli, e questa impresa è ardua. Lungi da me il tentativo di infierire sul suo dolore, ma l’unica cosa certa è che il suo bambino andò via per sempre, quella mattina di tanti anni fa. Via senza lasciar tracce.
Sotto gli occhi e con il consenso di chi lo aveva chiamato al mondo…».
Passeggiamo ancora senza dirci niente.
Un ateo e un prete. Un uomo che crede che sia vuoto il cielo, e un altro che ha scommesso la sua vita su Colui che lo abita. Un ateo che sente il bisogno di raccontare la sua angoscia a un prete.
Una storia tenuta in cuore e mai raccontata prima. Un prete che raccoglie e fa suo il grido di questo sconosciuto. Due uomini che si incontrano per caso – ma esiste il caso?
– e sentono di essere fratelli. Quante vittorie sbandierate sul fronte dell’aborto! Quanti inni alla libertà, pagata con il sangue dei più deboli e indifesi. Chi trovò costui a consigliarlo allora? Chi si è fatto carico del tormento di questo padre allora mancato?
Intervenire su una donna per eliminare il figlio che non vuole ormai è tanto facile e banale. Più difficile è ritrovare, poi, la serenità perduta.
Ce lo insegna quest’uomo che non crede, al di sopra quindi di ogni sospetto. Quindici anni non son bastati per far tacere la voce di quel bambino che non vide il sole. Un bambino che ancora non vuol morire.

 
di Maurizio Patriciello
Avvenire, domenica 23 maggio 2010

Camminando “fra arte e fede”…

23 maggio 2010 – Percorso artistico “Una fede millenaria

 
“Proposta: perché questa domenica non andiamo al percorso “Una fede millenaria?”
 
Spesso è difficile scegliere tra i tanti impegni che affollano i miei fine settimana, ma questa volta non ho avuto dubbi; mi incuriosivano il binomio fede-arte e l’idea di (ri)scoprire alcuni luoghi del nostro territorio.
Non ho avuto dubbi nemmeno quando ho saputo di essere tra i più giovani in comitiva perché l’arte riesce ad unire persone con età ed interessi diversi.
La scelta si è rivelata azzeccata: guidati dalla dr.ssa Laura Pasin abbiamo avuto l’opportunità di visitare gioielli artistici quali la chiesa di San Pietro di Feletto, l’oratorio dei santi Marco e Lorenzo dei Battuti e la Pieve di Sant’Andrea di Bigonzo avventurandoci all’interno di secoli di storia dell’arte, della Chiesa e della fede.
L’abile guida ha svelato ai nostri occhi storie, simboli e analogie delle sacre rappresentazioni dimostrando come la fede si intrecci con la pittura e come entrambe escano rafforzate da questo legame: la fede infatti realizza una nuova espressione con il segno, le luci, il colore e questi esplodono laddove le parole a volte vengono meno; mentre l’arte acquista spessore scegliendo come oggetto il divino.
Per me è stata una bella occasione per visitare, dei luoghi che altrimenti da sola non avrei saputo capire ed apprezzare al meglio. Guardare insomma, con occhi diversi, aiutata da chi è più competente, e vedere in profondità le nostre meraviglie artistiche. E davvero ce ne sono molte, a volte sempre sotto i nostri occhi, velate magari dall’anonimato artistico delle nostre chiese parrocchiali…
La promessa con cui ci siamo lasciati, è stata di continuare in questo percorso “fra arte e fede”, e sicuramente non mancherò di accogliere le altre occasioni che mi verranno offerte…

 
di Giulia Diletta Ongaro
Martedì 25 maggio 2010

“Inondàti di Gioia”
…nell’accoglienza!

16 maggio 2010 – Festa Unitaria dell’AC

 
Solito problema: non so come iniziare. Non mi pare il caso di scrivere una cronaca della giornata in quanto tu che leggerai queste righe avrai vissuto gli stessi momenti che ho vissuto io, quindi perché raccontarli?
Vorrei parlare più che altro del sorriso di mia mamma. Sì, hai letto bene. A distanza di una settimana ricordo ancora il suo sorriso alla conclusione della messa. Era un sorriso particolare, era uno di quelli che lasciano passare un sentimento di gioia piena e non solo. In quegli attimi ho avuto come la sensazione che fosse davvero affascinata da noi giovani, dal nostro entusiasmo, dalla nostra energia.
D’altronde la festa era iniziata presto per noi. Era iniziata quando, pronti per parlare di accoglienza, abbiamo respirato aria di gioia. Che accoglienza e gioia non siano la stessa cosa?
La domanda sembra retorica, anzi lo è. Per farmi darmi la risposta è bastato il volteggiare di tre cerchi nel cortile del seminario. Non sapevo nulla del mondo del circo, non capivo nemmeno il perché questi artisti fossero il cardine del momento di riflessione proposto al settore giovani. Sono sincero e dico che non l’avevo ancora capito quando, con il numero del mangiafuoco, ci hanno salutati. Ma ero fiducioso, un po’ come quando si va dal medico che ci prescrive un medicinale: non sappiamo come questo intervenga nel nostro corpo però crediamo ci faccia bene.
Poi un lama ed un pony hanno illuminato la mia giornata. Lo so, stai ridendo. E ti dirò di più, ti starai chiedendo cosa c’entrino queste due bestiole con il sorriso di mia mamma. Provo a convincerti che non sto dando di matto.
Uscendo nel cortile del seminario vedo questi due animali che per una domenica non sono stati attrazione presso il loro circo ma presso di noi, creando qualche disturbo in più a chi volentieri li ha portati lì. Capisco che l’incontro fra le persone è vero quando si è a disposizione degli altri. Il valore aggiunto che viene dall’accoglienza sta nel capire la preziosità di questo dono per rispondere con pari valore.
Penso alla frustrazione di tanti immigrati che, con la fatica del caso, sgomitano per trovare un posto nella nostra società trovando come risposta la nostra indifferenza, per non dire il nostro rifiuto.
Penso alla difficoltà che hanno gli adulti a capirci, a valutare i nostri atteggiamenti e le nostre idee, a credere nei nostri sogni.
Questi giovani che suonano la batteria in Cattedrale e che si siedono sui gradini dell’altare…
E qui ritorniamo all’inizio, a quel sorriso che tanto mi ha colpito.
Sono ritornato a casa da Vittorio Veneto convinto che l’Accoglienza ha coinvolto anche noi e che non ci rimane altro che moltiplicarla, portarla nella nostra vita per inondare di gioia quelle persone che incontriamo ogni giorno.

 
di Simone Dorigo
Venerdì 21 maggio 2010

Oltre 1000 ragazzi per la festa dell’AC

Coinvolte una cinquantina di parrocchie

 
Settecento bambini e ragazzi, 300 giovani, 200 educatori, 200 adulti, 300 genitori. Questi sono i numeri, che sommati fanno 1.700, dei partecipanti alla festa diocesana dell’Azione Cattolica svoltasi domenica a Vittorio Veneto. Una cinquantina erano le parrocchie rappresentate. Prima per settori, poi insieme, Acr, Acg e Adulti hanno infine concluso la giornata con il vescovo Foto Gazzettino Festa ACCorrado Pizziolo che ha presieduto la messa alla quale si sono aggiunti i genitori degli acierrini.
“Inondati di gioia” era il tema del convenire, così come, ha ricordato il vescovo, pieni di gioia erano gli apostoli nel tornare a Gerusalemme dopo aver visto Gesù salire al cielo. I membri dell’Ac sono rientrati a casa con l’invito di monsignor Pizziolo di vivere e testimoniare “la gioia dell’amore fedele e gratuito di Dio e la gioia della speranza” di una morte che non è la fine ma apre alla vita eterna.
La soddisfazione nei volti dei dirigenti e degli assistenti spirituali dell’Ac era tanta anche per i risultati raggiunti. Al mattino erano attesi un centinaio di adulti e se ne sono presentati 200. Elevato anche il numero dei giovani che ha sfiorato quota 500. «Il trovarsi insieme – ha espresso il presidente diocesano Diego Grando – è occasione di gioia che dà ossigeno come persone, come associazione e come Chiesa». «La presenza di tanti adulti – ha detto la responsabile di settore Paola Gardenal – è frutto della collaborazione e del confronto che avviene nelle parrocchie coinvolgendo non solo i membri dell’Ac ma anche i genitori dei ragazzi dell’Acr». Tra gli acierrini è sono state premiate le parrocchie di Codognè e Cimetta per il video sul Ciad realizzato per il concorso dell’operazione Sip. I giovani hanno invece trascorso la mattinata con gli artisti del circo di Praga e il responsabile diocesano della pastorale dei fieranti e dei circensi don Mirko Dalla Torre.

 
di Gerda De Nardi
Il Gazzettino, martedì 18 maggio 2010

Giovani… Che Estate!!!


 

Incontri di promozione delle iniziative estive diocesane
per tutto il Settore Giovani

 
L’Azione cattolica diocesana propone molte iniziative per Giovanissimi, 18enni e Giovani durante l’estate… Questi tre incontri ci aiuteranno a scoprire o ri-scoprire quali sono queste proposte!
Ad ognuno sarà allora possibile scegliere le proposte su misura… per un estate davvero eccezionale.
Ti aspettiamo!
 
 
LE DATE:

  • Giovedì 27 maggio a Ceggia , ore 20.30, oratorio parrocchiale;
  • Venerdì 4 giugno a Vazzola, ore 20.30, sale della canonica;
  • Giovedì 10 giugno a Susegana, ore 20.30, oratorio parrocchiale;

 
Intanto QUI puoi vedere e trovare tutte le informazioni sulle proposte per l’estate.

Una fede millenaria

Domenica 23 maggio 2010

 
Da qualche anno l’Azione Cattolica offre, a tutti e non solo ai suoi soci, l’opportunità di conoscere la ricchezza dei nostri territori, proponendo momenti di visita-scoperta dei gioielli artistici delle nostre zone all’insegna de La fede nell’arte.
 
PROGRAMMA

  • ore 15,50: ritrovo a San Pietro di Feletto presso la chiesa (con mezzi propri).
  • ore 16,00: visita guidata alla millenaria Pieve che conserva preziosi cicli di affreschi risalenti ai secoli XII, XIII e XV, tra cui la raffigurazione del Credo importante esempio di Biblia Pauperum e un originalissimo Cristo della Domenica.
  • ore 16,45: trasferimento a Serravalle.
  • ore 17,10: visita guidata all’oratorio dei santi Marco e Lorenzo dei Battuti, della prima metà del XV secolo. Un luogo di straordinaria suggestione, completamente affrescato con le storie dei Santi secondo la leggenda Aurea di Jacopo da Varazze.
  • ore 17,55: trasferimento a Sant’Andrea.
  • ore 18,10: visita guidata alla Pieve di sant’Andrea di Bigonzo. Chiesa matrice della diocesi costruita sulla congiunzione delle strade che dalla pianura conducevano alla chiusa di Serravalle. La trecentesca chiesa è un palinsesto della pittura sacra e devozionale del territorio, con opere del XIV e XVI secolo tra cui un tabernacolo attribuito al Tiziano e opere della bottega di Vecellio.
  • ore 19,00: saluti e arrivederci alla prossimo momento de La fede nell’arte.

 
NOTE TECNICHE:

    La partecipazione è a numero chiuso (25 persone), è necessaria la prenotazione entro mercoledì 19 maggio con, possibilmente, l’anticipo della quota di 8,00 euro che comprende la guida professionista dr.ssa Laura Pasin di Astarte servizi culturali e il costo di ingresso alla chiesa di San Lorenzo.

 
REFERENTI

    Elisa dell’ufficio diocesano AC 0438.940374
    Annamaria Bonotto 0438.794141
    Valerio De Rosso 347.9623885

 
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L’Azione Cattolica
vicina al Santo Padre Benedetto XVI

16 maggio 2010 L’Azione Cattolica Italiana è in Piazza San Pietro
con Benedetto XVI per il Regina Coeli

 
L’Azione Cattolica diocesana, insieme al vescovo Corrado, in occasione della festa unitaria “Inondati di gioia” del 16 maggio prossimo, si stringe idealmente intorno al Santo Padre in Piazza San Pietro durane il Regina Coeli, insieme a tutte le aggregazioni laicali d’Italia, come segno tangibile di vicinanza partecipe e di affetto sentito in questo momento particolare.
Questo affettuoso ideale abbraccio a Benedetto XVI è anche espressione di stima e riconoscenza ai sacerdoti e al loro ministero insostituibile e prezioso nella vita dell’associazione e nella missione della Chiesa.

 
La Presidenza diocesana


 
L’Azione Cattolica Italiana ha accolto prontamente con gioia l’invito della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali a recarsi in Piazza San Pietro il 16 maggio prossimo per stringersi intorno al Santo Padre durante il Regina Coeli, come segno tangibile di vicinanza partecipe e di affetto sentito. Il gesto scelto vuole esprimere, infatti, i sentimenti di vicinanza attraverso la forma della preghiera comunitaria, che manifesta il senso ordinario della relazione profonda con il Signore della vita.
Stringersi intorno al Santo Padre significa anche esprimere affetto, stima e fiducia nei sacerdoti e nel loro ministero insostituibile e prezioso nella vita e nella missione della Chiesa.
In fedeltà a una tradizione di legame indissolubile con il pastore della Chiesa universale, l’Azione Cattolica Italiana invita tutti gli associati a unirsi a questo momento di preghiera del 16 maggio, per rendere visibile la vicinanza di tutta la Chiesa al Santo Padre nella sofferenza che prova. Il pensiero – come ha ricordato il Presidente nazionale dell’associazione Franco Miano – va anche alle vittime degli abusi. La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica invita anche le associazioni diocesane e parrocchiali a dilatare sul territorio momenti particolari, per rendere ancora più corale il senso e il significato di questo gesto, nella convinzione della forza che assume la preghiera di fronte alla debolezza umana.
Si potrebbe, qualora fosse impossibilitata la partecipazione materiale, promuovere localmente un momento di preghiera in contemporanea al Regina Coeli, per rendere effettivo lo spirito di comunione. Si potrebbe, comunque, animare il venerdì sera precedente un’iniziativa, accompagnata dal digiuno, seguendo lo schema che verrà predisposto e reso disponibile sul sito dell’Azione Cattolica Italiana. Si potrebbe, ancora, sollecitare intenzioni specifiche, nello stesso spirito del momento del 16 maggio, nelle celebrazioni eucaristiche ordinarie.
Le associazioni dei diversi livelli, sono invitate a esprimere al Santo Padre la loro vicinanza partecipe attraverso una lettera, nella quale comunichino quanto localmente si è animato per mezzo della preghiera.
Per rendere condiviso il moto di affetto che si sta manifestando, invitiamo l’associazione, a tutti i livelli, a comunicare le modalità concrete attraverso cui si uniranno all’iniziativa alla Presidenza nazionale.

 
La Presidenza nazionale

 
Vedi la pagina sul sito Nazionale