VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

Domenica 12 Luglio
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NEWS ACVV

PRESIDENTE DIOCESANO
E' con gratitudine che accogliamo la comunicazione del Vescovo Corrado relativa alla nomina di Enrico Ioppo quale presidente diocesano di Azione Cattolica per il triennio 2020-23. Ringraziamo Enrico per la disponibilità data all'associazione, ci impegniamo a vivere nella corresponsabilità il servizio alla Chiesa e all'AC diocesana con generosità e dedizione. Buon lavoro e buon cammino a tutti noi! Emanuela con don Andrea.

TEMPO ESTATE ECCEZIONALE
lentamente e con prudenza stiamo facendo i primi passi per ricostruire nelle nostre comunità e associazioni parrocchiali opportunità di incontro e confronto. Il Consiglio diocesano di Azione Cattolica ha valutato la possibilità di aprire Casa Cimacesta all'esperienza estiva dei campiscuola, parte fondamentale dei nostri cammini formativi per piccoli e grandi. E' con grande tristezza che sospendiamo la proposta di calendario estivo elaborata per i mesi di giugno e luglio. Siamo in attesa di condizioni e disposizioni più vicine alle potenzialità di uso degli spazi della casa, per prendere in considerazione una eventuale apertura a famiglie e giovani nella seconda parte dell'estate. Prossimamente riceverete altre comunicazioni da parte delle commissioni circa proposte per attività estive alternative e fattibili fin d'ora. Voi stessi siete chiamati ad usare la vostra fantasia e creatività per promuovere tutto quello di cui c'è bisogno per fare del tempo estivo un tempo eccezionale per vivere l'amicizia, la formazione, l'essere Chiesa a partire dalle nostre parrocchie.

EVENTI

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ACCOGLIENTI PER SCELTA!!


Carissimi,
non è facile iniziando queste righe pensare a quanto saprò raccontarvi. Sono tante le cose che in questo momento mi passano per la testa e il cuore.
La responsabilità vorrebbe vi scrivessi del nuovo anno associativo, di quel “lo accolse con gioia”, dell’immagine della casa che sarà il riferimento al cammino annuale, magari facendo riferimento al piano pastorale diocesano che ci vuole “protagonisti” a servizio delle nostre comunità e della nostra Chiesa.
Il mio primo pensiero va invece a Piergiorgio. Sono ormai trascorsi sette mesi da quel martedì mattina che ci ha fatti incontrare increduli, disorientati e attoniti attorno a lui.
Oggi, completato l’anno pastorale che con lui avevamo iniziato e dopo un’estate impegnativa di campi, guardiamo con occhi nuovi a quel 3 marzo.
Certo, “il Signore ci ha provato duramente”, ma non ci ha lasciati soli e ancor di più non ha fatto mancare a ciascuno di noi e all’intera Ac quei segni di Speranza che solo “se il seme caduto in terra muore” può regalare.
Giovani, adulti, ragazzi che vivono un’esperienza forte di Chiesa, di ricerca, di fraternità, di testimonianza e servizio ai nostri campi, sono “frutti” dell’impegno, del sacrificio, dell’ideale per cui vale la pena investire il tempo e le energie di una vita. E ancora oltre 80 responsabili alla due giorni e 120 animatori al campanac…il cuore grande di Piergiorgio come negli anni scorsi si sarebbe commosso nel vederne tanti.
Quello che sperimento oggi, e da quando il vescovo su indicazione del Consiglio diocesano mi ha chiamato a continuare la sua responsabilità, è la presenza costante, la provvidenziale compagnia di chi si sente da una mano paterna e amica accompagnato, sostenuto, accolto anche per i suoi limiti e le sue fragilità. E’ un percorso che rileggo e riconosco segnato dal “mistero” e che spesso in passato ho condiviso con Piergiorgio.
Mistero che ad ogni passo, come per i discepoli di Emmaus, si rivela Presenza, Compagnia e Grazia.
E’ il mistero che abita ogni vita, ogni relazione e ogni “casa” che in quest’anno dobbiamo imparare ad accogliere.
E’ la storia nostra personale ma anche quella della casa di Zaccheo che da blindato forziere diventa il luogo dell’accoglienza e della restituzione per l’auto-invito del Signore.
E’ l’esperienza singolare di ciascuno di noi che decide di fare “società con il Signore”.
Lui ha il suo grande progetto d’amore, noi prestiamo le nostre mani a questa grande opera con il tempo, le forze, i doni che ci sono dati E’ nel mistero che in quella grande “casa” che è il Regno di Dio, qualcuno ha lavorato alle fondamenta, qualche altro al giardino esterno, ai muri portanti, al tetto, ai balconi.
E’ nel mistero che questa casa continua a crescere svincolata dalla logica del dare e avere, aperta a quanti cercano in essa la verità, ma spalancata anche ai viandanti che cercano solo rifugio e ristoro.
E’ il mistero di una casa riscaldata quotidianamente dal sacrificio e dalla fatica di tanti giovani e adulti che bruciando ciò che non è essenziale seguono Gesù Cristo e che ad ogni passo vivono con i loro limiti l’impegno a “prendere la forma di Cristo”, a seguirlo sulla strada della Gioia, ma anche sul sentiero ripido e
faticoso della croce.
E’ il mistero di tante vite di sacerdoti spese nella gioia e nel sacrificio del dono alle proprie comunità (tante case) che questa casa continua a “preparare” l’Eucaristia e a diffondere nell’aria insieme al profumo, la nostalgia di quel pane segno di unità.
La casa quindi come il luogo in cui si intrecciano i legami più forti; la casa è il segno degli affetti e dei legami più saldi e più caldi; la casa è anche l’immagine di quello spazio familiare, ben conosciuto, dove il dialogo, la fiducia, l’ascolto e l’incontro costituiscono lo sfondo più naturale e quotidiano.
La casa ci richiama anche quello spazio intimo, che ciascuno di noi sente più vicino a sé, ma che al tempo stesso diventa il luogo d’incontro più significativo per accogliere e incontrare tutti coloro che portiamo nel cuore.
In un mondo in cui le nostre case sono sempre più “appartamenti” (un termine che deriva dal verbo
“appartarsi”, dunque strettamente legato alla tendenza ad isolarsi, come il rischio di preferire egoisticamente una vera e propria chiusura su se stessi, nel proprio mondo), l’immagine della casa riesce invece a tradurre quel desiderio di condividere non solo uno spazio ma un ambiente che diventa significativo non solo per noi, ma anche per tutti quelli che ci conoscono e ci incontrano.
La casa è l’icona di quel amore che è capace di spalancare le porte del proprio cuore agli altri. Accogliere qualcuno in casa, essere accolti fino a sentirsi come “a casa”…
Questa Casa vorremmo fosse la nostra Ac e la nostra Chiesa.
E’ questo “mistero della vita” che abita le nostre case e le nostre famiglie che abbiamo accolto e percorso in questi mesi e oggi continuiamo a vivere scegliendo il quotidiano come “luogo della nostra santificazione”.
Come in quei primi giorni dopo la scomparsa di Piergiorgio, confermiamo la nostra fede con questa preghiera che accompagna la lettura quotidiana delle Scritture: “Lampada ai miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino.”
In questo anno che dedichiamo in modo speciale alla comunione, sia la Parola a illuminare le nostre “case”, le nostre relazioni, i nostri piccoli e grandi progetti, i sogni di bene che abitano il nostro cuore.
 

Diego Grando