VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

dicembre 2017
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

NEWS ACVV

Veglia associativa
Giovedì 7 dicembre, alla vigilia della solennità dell’Immacolata, nel duomo di Oderzo, con inizio alle 20.30, presieduta dal vescovo Corrado, ci sarà la Veglia associativa diocesana "Tutta bella sei, o Maria". Sono invitati giovani ed adulti, responsabili, educatori e quanti vogliono prepararsi con intensità alla festa dell’Immacolata.

Solennità dell'Immacolata, giornata dell’Adesione
L'8 dicembre nelle associazioni parrocchiali si celebra la festa dell’Adesione, con la benedizione e la consegna delle tessere

Incontro con la Parola per ragazzi dai 14 ai 16 anni
Per aiutare i giovanissimi, ragazzi dai 14 ai 16 anni, che abitualmente fanno un percorso di gruppo, ad accostarsi alla preghiera, si sono pensati alcuni incontri che prevedono la presentazione della proposta, l'ascolto della Parola, un tempo di riflessione personale e la condivisione. Il prossimo in calendario è sabato 16 dicembre nelle sale parrocchiali di Moriago della Battaglia, dalle 15.15 alle 17.15.

Incontro diocesano con la Parola per 18enni
E' una proposta rivolta a tutti i 18enni (giovani nati nel 1998-99-2000) per aiutarli a vivere con più consapevolezza l'esperienza della preghiera. Guida l'incontro: don Paolo Astolfo. Ci si trova alla Foresteria dell'Abbazia di Follina domenica 17 dicembre alle 9.30; alle 11.30 la Santa Messa seguita dal pranzo al sacco, le conclusioni alle 17. Per informazioni ed iscrizioni: Ufficio diocesano 0438/940374.

EVENTI

Tempo Estate Eccezionale 2017 Toniolo 100 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

NEWS ACI

ACCOGLIENTI PER SCELTA!!


Carissimi,
non è facile iniziando queste righe pensare a quanto saprò raccontarvi. Sono tante le cose che in questo momento mi passano per la testa e il cuore.
La responsabilità vorrebbe vi scrivessi del nuovo anno associativo, di quel “lo accolse con gioia”, dell’immagine della casa che sarà il riferimento al cammino annuale, magari facendo riferimento al piano pastorale diocesano che ci vuole “protagonisti” a servizio delle nostre comunità e della nostra Chiesa.
Il mio primo pensiero va invece a Piergiorgio. Sono ormai trascorsi sette mesi da quel martedì mattina che ci ha fatti incontrare increduli, disorientati e attoniti attorno a lui.
Oggi, completato l’anno pastorale che con lui avevamo iniziato e dopo un’estate impegnativa di campi, guardiamo con occhi nuovi a quel 3 marzo.
Certo, “il Signore ci ha provato duramente”, ma non ci ha lasciati soli e ancor di più non ha fatto mancare a ciascuno di noi e all’intera Ac quei segni di Speranza che solo “se il seme caduto in terra muore” può regalare.
Giovani, adulti, ragazzi che vivono un’esperienza forte di Chiesa, di ricerca, di fraternità, di testimonianza e servizio ai nostri campi, sono “frutti” dell’impegno, del sacrificio, dell’ideale per cui vale la pena investire il tempo e le energie di una vita. E ancora oltre 80 responsabili alla due giorni e 120 animatori al campanac…il cuore grande di Piergiorgio come negli anni scorsi si sarebbe commosso nel vederne tanti.
Quello che sperimento oggi, e da quando il vescovo su indicazione del Consiglio diocesano mi ha chiamato a continuare la sua responsabilità, è la presenza costante, la provvidenziale compagnia di chi si sente da una mano paterna e amica accompagnato, sostenuto, accolto anche per i suoi limiti e le sue fragilità. E’ un percorso che rileggo e riconosco segnato dal “mistero” e che spesso in passato ho condiviso con Piergiorgio.
Mistero che ad ogni passo, come per i discepoli di Emmaus, si rivela Presenza, Compagnia e Grazia.
E’ il mistero che abita ogni vita, ogni relazione e ogni “casa” che in quest’anno dobbiamo imparare ad accogliere.
E’ la storia nostra personale ma anche quella della casa di Zaccheo che da blindato forziere diventa il luogo dell’accoglienza e della restituzione per l’auto-invito del Signore.
E’ l’esperienza singolare di ciascuno di noi che decide di fare “società con il Signore”.
Lui ha il suo grande progetto d’amore, noi prestiamo le nostre mani a questa grande opera con il tempo, le forze, i doni che ci sono dati E’ nel mistero che in quella grande “casa” che è il Regno di Dio, qualcuno ha lavorato alle fondamenta, qualche altro al giardino esterno, ai muri portanti, al tetto, ai balconi.
E’ nel mistero che questa casa continua a crescere svincolata dalla logica del dare e avere, aperta a quanti cercano in essa la verità, ma spalancata anche ai viandanti che cercano solo rifugio e ristoro.
E’ il mistero di una casa riscaldata quotidianamente dal sacrificio e dalla fatica di tanti giovani e adulti che bruciando ciò che non è essenziale seguono Gesù Cristo e che ad ogni passo vivono con i loro limiti l’impegno a “prendere la forma di Cristo”, a seguirlo sulla strada della Gioia, ma anche sul sentiero ripido e
faticoso della croce.
E’ il mistero di tante vite di sacerdoti spese nella gioia e nel sacrificio del dono alle proprie comunità (tante case) che questa casa continua a “preparare” l’Eucaristia e a diffondere nell’aria insieme al profumo, la nostalgia di quel pane segno di unità.
La casa quindi come il luogo in cui si intrecciano i legami più forti; la casa è il segno degli affetti e dei legami più saldi e più caldi; la casa è anche l’immagine di quello spazio familiare, ben conosciuto, dove il dialogo, la fiducia, l’ascolto e l’incontro costituiscono lo sfondo più naturale e quotidiano.
La casa ci richiama anche quello spazio intimo, che ciascuno di noi sente più vicino a sé, ma che al tempo stesso diventa il luogo d’incontro più significativo per accogliere e incontrare tutti coloro che portiamo nel cuore.
In un mondo in cui le nostre case sono sempre più “appartamenti” (un termine che deriva dal verbo
“appartarsi”, dunque strettamente legato alla tendenza ad isolarsi, come il rischio di preferire egoisticamente una vera e propria chiusura su se stessi, nel proprio mondo), l’immagine della casa riesce invece a tradurre quel desiderio di condividere non solo uno spazio ma un ambiente che diventa significativo non solo per noi, ma anche per tutti quelli che ci conoscono e ci incontrano.
La casa è l’icona di quel amore che è capace di spalancare le porte del proprio cuore agli altri. Accogliere qualcuno in casa, essere accolti fino a sentirsi come “a casa”…
Questa Casa vorremmo fosse la nostra Ac e la nostra Chiesa.
E’ questo “mistero della vita” che abita le nostre case e le nostre famiglie che abbiamo accolto e percorso in questi mesi e oggi continuiamo a vivere scegliendo il quotidiano come “luogo della nostra santificazione”.
Come in quei primi giorni dopo la scomparsa di Piergiorgio, confermiamo la nostra fede con questa preghiera che accompagna la lettura quotidiana delle Scritture: “Lampada ai miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino.”
In questo anno che dedichiamo in modo speciale alla comunione, sia la Parola a illuminare le nostre “case”, le nostre relazioni, i nostri piccoli e grandi progetti, i sogni di bene che abitano il nostro cuore.
 

Diego Grando